Seminario Maggiore

«Ecco, come l'argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani» (Ger 18,6)

Seguendo lo slogan imperversante #iorestoacasa, io stesso, da parecchie settimane, mi sono adeguato ad un regime sempre più "monastico", accettando di trascorrere le giornate nella mia abitazione, dopo che il Seminario era stato chiuso. Così anche la mia vita spirituale, al di là delle lezioni di Teologia via computer, trascorreva secondo lo schema breviario-Messa-rosario, accompagnato da alcune telefonate quotidiane con amici e conoscenti.

Ma la carità non può essere vissuta in modo “dematerializzato”, come una Messa seguita via tv.

In tempi di "diluvio", come quelli che stiamo vivendo, è certamente un’esperienza inedita il vivere la Settimana Santa chiusi ciascuno nelle proprie “arche”, impossibilitati ad uscirvi, senza sapere per quanto tempo ancora saremo sferzati da vento e pioggia, animati dal desiderio di vedere presto tornare una colomba con una foglia d’ulivo nel becco (Gn 8,10ss), segno che tutto questo starà per volgere al termine.

Qualche settimana fa è stata resa nota la lettera di papa Francesco al presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica, nella quale il Santo Padre manifesta la sua intenzione di arricchire il curriculum dei presbiteri in formazione presso quell’istituto con un anno in missione. Tale esperienza riguarda questi preti, che un giorno entreranno in servizio diplomatico nelle diverse nunziature apostoliche, le quali rappresentano la Santa Sede nel mondo.