Seminario Maggiore

«Ecco, come l'argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani» (Ger 18,6)

Da sempre le religioni  usano la musica come forma importante nelle liturgie; gli antichi greci avevano addirittura il Dio della musica, Apollo; nel culto dionisiaco Orfeo era il cantore divino; mentre per  Aristotele la musica aveva effetto catartico cioè purificatore e risanatore.

In questi mesi la prassi del celibato sacerdotale è tornata ad essere al centro del dibattito ecclesiale a seguito del Sinodo Panamazzonico, nel quale è stata oggetto di discussione la possibilità di ordinare presbiteri anche diaconi permanenti sposati o addirittura uomini sposati con fede matura e notoria integrità di vita (i cosiddetti “viri probati”) in quelle comunità isolate che risultano difficilmente raggiungibili. Inoltre, in questi ultimi giorni, il dibattito si è ulteriormente acceso dopo la pubblicazione di un discusso libro scritto del cardinale Sarah. A questo si aggiunga che, a seguito dei recenti scandali legati agli abusi sessuali su minori, taluni hanno visto nel celibato sacerdotale un fattore che ha aumentato l'incidenza di casi di questo vergognoso delitto fra alcuni chierici. Il celibato, in ogni caso, rimane una questione che sembra suscitare ancora una notevole attenzione e che non manca di provocare accese polemiche, sia all’interno della Chiesa sia al di fuori; è chiaro che richiederà anche nei prossimi anni una serie di più approfondite riflessioni in merito alla sua natura e all'opportunità di mantenerne la obbligatorietà.

Siete mai stati in Scozia? Io sì, lo scorso settembre per la prima volta! Ho scoperto una terra magnifica! Ero già innamorato delle altre città che componevano la Gran Bretagna ma nel mio viaggio in Scozia sono stato piacevolmente sorpreso di una terra così spettacolare quanto accogliente. Ma non siamo qui per parlare di viaggi. L’obiettivo di oggi è provare ancora una volta a parlare di Dio.

Anche nella nostra Comunità di Teologia è ormai giunto il tempo del Natale, un tempo prezioso ché ci offre la possibilità di ricordare quanto il Signore si è fatto vicino a noi, fino ad assumere la nostra carne, i nostri limiti, le nostre debolezze e fatiche, per avvicinarci a Dio Padre.

Il Signore viene anche oggi, in mezzo alle mille difficoltà di questo mondo, nel rispetto di quella libertà che è stata data a ciascun essere umano e che nemmeno Dio può forzare: Egli è venuto nel mondo per salvarlo, non per convincere tutti i popoli a credere in lui.