Mandorlo

Chi vive al Mandorlo?

Edoardo è di Novale e ha 21 anni. Luca è di Poleo e anche lui ha 21 anni. Emanuele è di Praissola e ha 47 anni. Con questi amici il Signore mi dà, anche quest’anno, l’opportunità di camminare alla ricerca di Lui e della sua volontà buona nel percorso di discernimento vocazionale del Mandorlo. Edoardo e Luca vivono stabilmente con me in comunità, in contra’ Santa Caterina, Emanuele si sperimenterà nella sua Unità pastorale accanto ai suoi preti. La vita comune è iniziata già da qualche settimana, insieme a don Luca, Nicolò, Sebastiano, Ismaele della Comunità giovanile ed Emanuele loro prefetto, don Manuel e Dalila che ha chiesto di poter condividere la sua ricerca abitando con noi al centro vocazionale. Durante i giorni di ritiro presso il monastero di Bose ci ha accompagnati la figura e l’esperienza di Giacobbe: come accadde a lui, ci conceda il Signore di saperci sorprendere dei segni inediti della sua presenza.

don Andrea

Ora non sono più solo, «Il Signore mi ha donato dei fratelli». “Ecco quant'è buono e quant'è piacevole che i fratelli vivano insieme! È come olio profumato sparso sul capo [...] là ha disposto il Signore la sua benedizione, una vita senza fine”. -Salmo133

Così inizia il nostro cammino: con l'opportunità di una vita senza fine. Una vita di cura reciproca dove il Padrone di casa sempre ci precede.

Ci guardiamo negli occhi. Emanuele e Luca saranno i miei compagni di viaggio.  Presto finisce l’incontro di inizio ritiro e mi ritrovo con un cuore inquieto in un ambiente così quieto come quello del monastero di Bose. Ci viene proposto di frequentare le lectio biblica pomeridiana, ma declino gentilmente la proposta.  Mi rendo conto di avere già abbastanza materiale su cui, alla luce del Signore, riflettere… Sarò in grado di prendermi cura dei fratelli che Lui mi ha donato? Ed ancora prima, chi è Costui che mi fa tali doni?

Edoardo

 

Di fronte a questo mare, io non so capire, ma voglio vedere dove Tu mi vuoi portare(The Sun, L’alchimista).

Le emozioni che porto con me in questi primi giorni di vita comunitaria sono molte: gioia, curiosità e anche un po’ di sano timore: ecco perché ho vissuto, soprattutto i giorni di ritiro al Monastero di Bose, come giorni per affidare al Signore questo cammino. Per chi siamo qui? A chi appartiene la nostra vita? Sono alcune delle domande che abbiamo incontrato in questi primi giorni e che sento molto vive in me. Ma, soprattutto, sono domande che possono trovare risposta solo se, in mezzo, c'è il Signore. Mi auguro di poter rendere questo mio cammino ricco di domande che mi stimolano a ricercare sempre nel Signore le autentiche risposte, e desidero vivere questo anno di discernimento vocazionale come un dono che il Signore mi ha fatto, che potrò condividere con i miei compagni di viaggio Edoardo ed Emanuele, il nostro animatore don Andrea, il padre spirituale don Damiano, e tutti coloro che il Signore mi farà incontrare per arricchire il mio cammino.

Luca

 

La grazia di ricominciare. Questo, in sintesi, potrebbe essere lo slogan che meglio esprime lo spirito con cui mi appresto ad intraprendere il mio cammino di discernimento vocazionale.

Gioia e gratitudine sono i sentimenti che accompagnano questo importante passaggio della mia vita: è la gioia di chi si “scopre” chiamato dal Signore; di chi si sente amato da Lui e desidera con tutto il cuore mettersi alla sua sequela e al suo servizio. Ed è la gratitudine per un Dio che sa pazientare; che resta timidamente sulla soglia, in attesa di una risposta; per un Dio che opera secondo modi e tempi che non sono i nostri e che per questo sorprende: è con questi moti dell’animo che affido al Signore l’inizio di questo mio nuovo cammino.

Emanuele