Un pomeriggio in quel di Treviso

Lunedì 28 Novembre la comunità di Teologia, assieme alla comunità del Mandorlo e agli educatori, si è recata a Treviso per incontrare il neo eletto vescovo Giuliano. 

Dopo un primo incontro conoscitivo, abbiamo avuto la possibilità di partecipare alla S.Messa in seminario, presieduta dal vescovo di Treviso mons. Michele Tomasi, dove mons. Giuliano ha giurato la fedeltà e la propria professione di fede, in vista dell’ordinazione episcopale del prossimo Venerdì 11 Dicembre.

Una bella occasione aver potuto vivere questo momento significativo per il nostro nuovo pastore.

Alla fine i seminaristi di Treviso ci hanno accolto nei loro ambienti di vita comunitaria dove abbiamo potuto condividere la cena assieme.

Siamo grati di questo incontro, e ringraziamo sopratutto i seminaristi per l’accoglienza!

Alcune foto ...

PARIGI VAL BENE UNA MESSA!

Il nuovo anno formativo della Comunità di Teologia si è aperto con un viaggio a Parigi, nato dal desiderio di condividere alcuni giorni assieme all’estero e dalla necessità di utilizzare un sostanzioso voucher aereo che il Seminario aveva ottenuto dopo l’annullamento dei voli acquistati per il pellegrinaggio a Santiago di Compostela della Comunità Giovanile, pellegrinaggio previsto nell’estate 2020 e poi annullato a causa della pandemia.

Nei cinque giorni trascorsi in terra di Francia (29 settembre – 3 ottobre) gli otto seminaristi che compongono quest’anno la Comunità di Teologia, accompagnati dal rettore don Aldo Martin e dall’educatore don Massimo Frigo, hanno visitato i principali monumenti di Parigi. Luca ed Emanuele ci descrivono i due che più li hanno colpiti:

Il gruppo, al quale si è aggiunto anche don Nicolò Rodighiero, prete novello, è stato ospite nella parrocchia di Saint-Séverin, situata nel cuore del Quartiere Latino: è la parrocchia dove da alcuni anni don Massimo presta servizio pastorale durante il mese di luglio. L’accoglienza da parte del parroco e di tutta la comunità cristiana è stata calorosa ed oltremodo generosa, come ci raccontano Sebastiano e Paolo:

Il viaggio ha dato modo alla Comunità di Teologia del nostro Seminario di conoscere meglio anche la Chiesa francese di oggi e di ieri attraverso il dialogo con père Cyrille Janssen, giovane prete della diocesi di Parigi, e la scoperta di due grandi figure di santità: Vincenzo de’ Paoli e Catherine Labouré. Su ciò ci dicono qualcosa Nicolò, Alex e Matteo:

INASPETTATI RILANCI DI VITA – Novità per la comunità vocazionale Il Mandorlo

La comunità vocazionale Il Mandorlo si rinnova ogni anno nei volti dei giovani che la compongono, ma quest’anno la novità riguarda anche la sua direzione. A partire dal mese di settembre, infatti, nuovo responsabile è don Luca Lunardon, che sostituisce don Andrea Dani, nominato parroco. Di seguito trovano posto il saluto di don Andrea, al quale va un grande grazie per il generoso servizio svolto in Seminario per dieci anni, e quello di don Luca, che accogliamo con gioia.

Don Luca: «Per accompagnare una misteriosissima seduzione»

Qualche settimana fa, rientrando dagli studi di specializzazione, il vescovo Beniamino mi chiese di cambiare la destinazione già concordata affidandomi a sorpresa la comunità Il Mandorlo. Qui sto cominciando una nuova pagina di vita, dopo due anni come vicario parrocchiale a Malo e cinque anni a Roma. So quanto la comunità vocazionale sia cara ai miei confratelli e a tutta la diocesi, e quanto delicato sia l’impegno che essa richiede. Sono consapevole dei miei limiti, ma soprattutto della potenza di ciò che il Signore ha operato nella vita mia e delle persone incontrate da quando sono prete. Credo che accompagnare chi si lascia interrogare da questa possibilità sia uno dei compiti più belli che si possano ricevere. Amedeo Cencini lo ha descritto così: «Il mistero del cuore umano che si lascia sedurre dall'amore divino al punto di sceglierlo come il suo “unico” e più grande amore, si realizza di fatto attraverso il ministero della mediazione d’un altro cuore umano, d’un fratello che si pone accanto per accompagnare lungo le fasi di questa misteriosissima seduzione». Sono sereno di farlo dopo don Andrea, che al Mandorlo si è dedicato con grande cura e profonda sapienza. Sono riconoscente al Seminario che mi ha formato, ai presbiteri con cui ho condiviso finora l’impegno pastorale e alle persone che il Signore mi ha messo accanto e considero questo incarico un’occasione per far fruttificare quanto ho imparato e ricevuto da loro. L’identità del prete e la sua presenza nel resto del popolo di Dio, oggi, sono in profondo cambiamento, non senza fatica. In questo contesto, mi sento accompagnato dagli altri educatori del Seminario e dalla possibilità di abitare nel complesso di Santa Caterina, crocevia di cammini e di slancio verso il futuro intorno al centro vocazionale Ora Decima. E vi ringrazio, perché so che questo movimento è e sarà sostenuto anche dalla vostra preghiera.
don Luca Lunardon
Nuovo responsabile della comunità vocazionale "Il Mandorlo"

Giubilei sacerdotali

Giovedì 26 Maggio le Comunità del Seminario hanno festeggiato i Giubilei sacerdotali di mons. Luciano Bordignon (60°), mons. Diego Baldan (50°), mons. Giuseppe Pellizzaro (50°) e di don Stefano Manni (30°) e l’anniversario di professione religiosa di sr. Mariangela Bassani (60°).

Grazie per la vostra preziosa testimonianza!

Tanti Auguri! Ad multos annos!

Un ministero è per sempre – Istituzione dei ministeri del lettorato e dell’accolitato

Sarà la chiesa parrocchiale di santa Croce, a Bassano, ad ospitare la santa messa presieduta dal Vescovo Beniamino con l’istituzione a lettore di Alex Cailotto e l’istituzione ad accoliti di Paolo Allegro e Sebastiano Pellizzari.

Un passaggio importante, quindi, nel percorso dei tre seminaristi, che con l’accolitato e il lettorato ricevono «un ministero che viene impresso per sempre – spiega Paolo Allegro, 35 anni, originario di San Giorgio in Brenta, nel padovano (al centro nella foto) -. L’accolito si occupa della distribuzione dell’eucarestia e della preparazione dell’altare. Ma a differenza del ministro straordinario dell’eucarestia, il servizio dell’accolito non è temporaneo e non è in funzione di una sola parrocchia. Nel cammino verso il presbiterato diventare accolito mi dà la consapevolezza di cosa significhi vivere un ministero che eserciti per sempre e ovunque».

«Quando racconto che riceverò il lettorato tanti mi dicono “ma non leggevi già in Chiesa?” – racconta Alex Cailotto, 27 anni di Cornedo (a sinistra nella foto)-. Ma proclamare la Parola di Dio è solo la parte visibile di un servizio che si radica in un rapporto intimo e personale con la Parola. Un ministero come quello del lettorato è un dono che si riceve – prosegue Alex, che l’8 maggio dello scorso anno ha celebrato il rito di ammissione tra i candidati agli ordini -. Eucarestia e Parola sono le cose più importanti che la Chiesa possiede, e sono quelle che ci vengono affidate».

«Al di là della bravura personale, un ministero è un dono – aggiunge Sebastiano Pellizzari, 25 anni, originario di Madonnetta di Arzignano (a destra nella foto) -. Diventare accolito rappresenta una tappa importante del mio cammino. Mi dice che il ministero non è qualcosa che teniamo per noi stessi, che non può esserci ministero al di fuori dal servizio e che siamo chiamati ad impegnarci per una chiesa locale». La parrocchia di Santa Croce che ospiterà la messa del 6 aprile è, tra l’altro, quella in cui Sebastiano sta svolgendo il suo “tirocinio” pastorale. «Sto vivendo un’esperienza molto feconda – racconta -. Sono arrivato qui in ottobre, ho trovato una comunità vivace e una bella comunità di preti. È come stare in una famiglia».

articolo pubblicato su La voce dei Berici

 

IN UN DESIDERIO PIÙ GRANDE – L’esperienza formativa di Matteo a Reggio Calabria

«Salpati di qui, giungemmo a Reggio» (At 28,13a). È proprio la città di Reggio Calabria quella citata in questo versetto dell’ultimo capitolo degli Atti degli Apostoli. L’apostolo Paolo per raggiungere Roma, dopo essere approdato a Siracusa, passò proprio per di qui, dove attualmente mi trovo anch’io.

Ma andiamo con ordine… Perché mi trovo a Reggio Calabria? Esattamente due anni fa in questo periodo stavo scrivendo la lettera per chiedere al vescovo Beniamino di essere ammesso tra i candidati agli ordini sacri. È una scelta non definitiva, ma importante perché per chi la vive è una presa di posizione circa l’orientamento nel proprio cammino di discernimento vocazionale. È proprio in quel contesto che presi coscienza del fatto che gli anni in Seminario stavano volando… Nel regolare colloquio di fine anno (2019-20) con il vescovo Beniamino gli ho chiesto di poter vivere un anno formativo al di fuori del Seminario, vista anche la mia giovane età, per aprire lo sguardo verso altre realtà di Chiesa avendo così anche l’opportunità di guardare al cammino fatto da una prospettiva diversa. Dunque l’idea era quella di non staccare il cammino di discernimento vocazionale, ma semplicemente di viverlo per un anno in un altro luogo.

Approfitto di questa occasione per ringraziare quanti hanno compreso ciò che stavo provando, in primis il nostro caro vescovo Beniamino che mi ha sostenuto sin da subito e quindi poi, insieme, anche i miei educatori e il mio padre spirituale che mi hanno aiutato a cercare un’esperienza con saggezza e spirito evangelico! Con quest’ultima espressione intendo dire che è stata l’esperienza a trovare me, più che io a trovare lei. Durante l’anno formativo 2020-21 insieme al mio educatore don Massimo abbiamo vagliato varie realtà, ma giunti ad aprile non eravamo ancora riusciti a trovare una realtà disponibile. In maggio invece, quasi dal nulla, si è fatta avanti la comunità dei gesuiti che è presente a Reggio Calabria. Avevamo contattato padre Sergio Sala, gesuita originario di Vicenza e ora in servizio a Reggio, per chiedergli se aveva qualche consiglio e in modo inaspettato si è fatta avanti proprio la sua comunità. Subito avevo preso un po’ paura perché Reggio Calabria era un posto che non avevo previsto, poi però ho iniziato a guardare a questo “inaspettato” come a una “chiamata” a scendere da nord a sud, «da Gerusalemme a Gaza» (At 8,26), come il diacono Filippo, per una strada che era «deserta», dalla quale non mi aspettavo grandi cose. Per questo motivo ho accettato! Da un desiderio inizialmente solo mio sono stato chiamato ad uscire da me stesso ed entrare in un desiderio più grande!

Ed eccomi già a più della metà dell’esperienza qui a Reggio Calabria… I giorni volano, nonostante l’inizio non sia stato semplicissimo. Mi stavo confrontando con una cultura, per quanto italiana, leggermente diversa dalla nostra e ho dovuto avere pazienza con me stesso per imparare a integrarmi piano piano. Le persone che ho conosciuto sono state tutte molto accoglienti e mi hanno aiutato a sentirmi a casa. Le settimane sono scandite da pastorale, preghiera e carità. Sono inserito infatti in due gruppi giovanili: il M.E.G. (Movimento Eucaristico Giovanile) e gli scout. Con loro passo gran parte del sabato e della domenica, oltre ai giorni necessari per preparare le attività.

Ho il dono di vivere con quattro padri gesuiti (padre Sergio Sala, padre Sergio Ucciardo, padre Tonino Taliano e padre Francesco Lupo) molto in gamba e soprattutto diversi l’uno dall’altro, ciascuno con le sue attitudini. È molto bello confrontarsi con loro perché sono molto preparati e saggi. Una delle cose che mi affascina è ascoltare le loro omelie e le lectio divine che tengono in varie occasioni, entrambe impregnate di vita, studio e preghiera. Una realtà nuova con cui mi trovo a vivere quasi ogni giorno sono gli immigrati. Il centro ascolto G. B. Scalabrini, la Scuola di lingua italiana in piazza e il doposcuola sono le tre realtà nelle quali sto vivendo a stretto contatto con uomini e donne stranieri.

Concludendo, desidero condividere dal mio “quaderno di vita” un piccolo stralcio di “vangelo vissuto” per raccontare l’incontro con loro lo scorso 19 gennaio: «Oggi pomeriggio ho fatto lezione di italiano con A.E., 18enne egiziano richiedente asilo. Poi sono andato con lui a fare due passi per la città. Mi ha raccontato la sua storia. Lui è uno di quelli che è arrivato con i barconi. Erano in 85, tutti attaccati; senza bagagli; solo acqua per 5 o 6 giorni – non si ricorda bene. L’ho accompagnato al centro di accoglienza dove vive. Mi ha voluto mostrare la sua “casa”. Era felice di farmela vedere. Ad un certo punto mi dice: “Aspetta qui”. Va in un’altra stanza e arriva poi con in mano una bottiglia di coca-cola riempita a metà e due bicchieri di plastica. Io subito, con pregiudizi, ho pensato: “Chissà chi l’avrà bevuta; ci sarà il covid-19!”. Prende e mi versa un bicchiere. Era felice di poter offrirmi qualcosa. Come posso rifiutare? Bevo. Poi ci salutiamo e vado verso casa e mi accorgo che lui ha condiviso con me tutto ciò che aveva. Come la vedova del Vangelo (Mc 12,41-44)»

Matteo Tessarolo

Damiano: da lassù sempre con noi …

«Perché avete paura? Non avete ancora fede?» (Mc 4, 40)

Sì, forse anche noi abbiamo paura nel tempo difficile che stiamo vivendo: ma il Signore non smette di guidarci e Damiano non smette di accompagnarci.

E’ grande il nostro desiderio di ritrovarci insieme per rinsaldare la nostra fede e la nostra amicizia, certi che la Parola di Dio ascoltata e il Pane di Vita condiviso faranno germogliare frutti di bene nella vita di ciascuno di noi.

Per dare a tutti coloro che lo desiderano la possibilità di riunirci in sicurezza quest’anno per ricordare Damiano Iannascoli celebreremo la S.Messa non in Seminario sabato 29 gennaio, giorno del 7° anniversario della sua Nascita al Cielo, ma martedì 29 marzo alle ore 19.00 nella chiesa parrocchiale di San Pio X di Vicenza.

Saremo vicini alla sua famiglia per vivere insieme nella fede e nella speranza questa celebrazione, che rivela come Damiano continui a camminare al nostro fianco, accompagnando la nostra vita con il suo generoso esempio.

L’invito è rivolto a tutti, anche a chi non ha conosciuto Damiano personalmente ma attraverso le testimonianze che nei sette anni trascorsi hanno dato i suoi familiari ed amici. Da lassù una luce ci è vicina e custodisce i nostri passi: dacci la forza, o Signore, di guardare a Damiano con gratitudine per il bene da lui ricevuto, di sostenere la sua famiglia con la nostra vicinanza e amicizia e di testimoniare con amore e fedeltà questa preziosa eredità.

Con speranza, vi attendiamo il 29 marzo, a San Pio X alle 19.

Grazie di cuore!

 

Gli amici del Seminario

Giornata del Seminario 2022

Quando si celebra la Giornata del Seminario?

Da alcuni anni la Giornata del Seminario non si celebra più nell’ultima domenica dell’anno liturgico, solennità di Cristo Re, ma la terza domenica del tempo ordinario, vale a dire nella seconda metà del mese di gennaio. Ciò ha “alleggerito” la festa di Cristo Re, nella quale capitava spesso che la Giornata del Seminario si sormontasse con altre giornate e appuntamenti, e ha intercettato la lettura liturgica di alcuni brani evangelici dal marcato sapore vocazionale. A partire dal 2020, tuttavia, papa Francesco ha disposto che nella terza domenica del tempo ordinario si celebri la Domenica della Parola… e tale coincidenza è oltremodo felice: è dalla Parola di Dio, infatti, che nasce ogni chiamata – compresa quella al ministero ordinato – ed è alla luce della Parola che ogni discernimento domanda di essere fatto per dirsi ed essere autenticamente cristiano.

Pertanto la prossima Giornata del Seminario è prevista per domenica 23 gennaio 2022 e non, come erroneamente segnato sul calendario liturgico diocesano, domenica 31 gennaio. Tale suggerimento di data non impedisce la possibilità di riprogrammarla in un altro momento dell’anno liturgico, tanto più se ciò permette un maggiore coinvolgimento della comunità o anche l’invito in parrocchia di un seminarista o di un educatore del Seminario per una testimonianza durante la liturgia o in qualche altro incontro con famiglie, giovani e ragazzi.

Perché si celebra la Giornata del Seminario?

La Giornata è l’occasione annuale con la quale si può anzitutto far conoscere la realtà del Seminario, ricordandone l’esistenza e segnalandone le diverse attività. Non è raro trovare cristiani, anche impegnati in parrocchia, che pensano che il Seminario abbia chiuso per mancanza di seminaristi… ed invece, pur ridotti nel numero, ci sono ancora giovani e ragazzi in cammino! C’è la Comunità di Teologia, composta da nove giovani e adulti d’età compresa tra i 20 e i 49 anni in cammino verso il ministero ordinato, che vive in un’ala dell’attuale Centro Diocesano e frequenta al mattino le lezioni presso la Facoltà Teologica di Padova; c’è la Comunità vocazionale del Mandorlo, che accoglie quest’anno due giovani in discernimento, che condivide gli spazi con il Centro Vocazionale Ora Decima in contrà Santa Caterina; c’è infine il Gruppo Sentinelle, rivolto ai ragazzi delle classi superiori, che ha raccolto anche l’esperienza del Cammino Vocazionale Davide e si ritrova una volta al mese negli spazi del Centro Diocesano occupati fino ad un paio d’anni fa dal Seminario Minore, la cui esperienza residenziale si è conclusa a giugno scorso con l’uscita degli ultimi ragazzi della Comunità Giovanile. A seguire questi ragazzi e giovani c’è l’équipe dei preti composta dal rettore don Aldo Martin, dal padre spirituale don Matteo Lucietto e dagli educatori don Massimo Frigo (Teologia), don Andrea Dani (Mandorlo) e don Luca Lorenzi (Sentinelle); ognuno di loro svolge anche altri servizi: don Aldo e don Massimo insegnano, don Matteo è parroco, don Andrea e don Luca sono impegnati nella pastorale vocazionale. 

Nondimeno la Giornata del Seminario offre la possibilità di un esplicito annuncio vocazionale che non si riduca, ma che nemmeno scarti a priori, la possibilità di porre la propria vita a servizio di Dio e della Chiesa nella forma del ministero ordinato. I preti, infatti, non piovono miracolosamente dal Cielo, ma nascono dal terreno vivo delle nostre comunità cristiane nel momento in cui si ha anche il coraggio di fare (e farsi) questa domanda: “Perché non prete?”. Rimane oggi validissimo quanto scrisse vent’anni fa il cardinale Carlo Maria Martini in Il Signore chiama. Lettera ai preti sulle vocazioni al ministero ordinato: è vero che l’attuale carenza di ministri ordinati «ci interpella nel senso di obbligarci a valorizzare finalmente la grande potenzialità ministeriale dei laici adeguatamente preparati, tuttavia è destinata a perire una Chiesa nella quale non si avesse più fiducia nel fatto che Dio chiama anche oggi, in questo mondo sempre più secolarizzato, a consacrare a Lui tutta la vita per il servizio del Regno». In questa prospettiva, quindi, la Giornata del Seminario diventa anche momento di preghiera per le vocazioni, in particolare per quelle al ministero ordinato: pregare per il Seminario – per chi in Seminario già c’è e per chi in Seminario potrebbe entrare – è infatti il primo e il principale modo con cui lo si può sostenere! 

Il sostegno economico, che si concretizza nella raccolta della tradizionale “offerta per il Seminario”, viene dopo ed è un aiuto prezioso per permettere al Seminario di continuare a svolgere le sue attività formative e vocazionali. Del resto, la quasi totalità di quanto ottenuto dalla cessione all’ULSS 8 di buona parte dell’edificio novecentesco (il cosiddetto “Seminario Nuovo”) non è stato trattenuto dal Seminario, ma è stato impiegato nella ristrutturazione di ampie sezioni dell’edificio ottocentesco che il Seminario ha poi interamente donato alla diocesi e che ora ospita il Centro Diocesano.

Come celebrare la Giornata del Seminario?

Ogni anno, in occasione della Giornata del Seminario, l’équipe educativa prepara una scheda per l’animazione liturgica che è disponibile cliccando qui e che può essere utilizzata nelle messe di domenica 23 gennaio. Sul sito del Seminario è disponibile anche una Preghiera per il Seminario che può essere proposta ai fedeli in quella domenica e utilizzata anche in altre occasioni (momenti di preghiera, incontri formativi per giovani, catechesi per adulti…). 

Inoltre, pur nella strettezza dei numeri che non consente più una presenza capillare e generosa come avveniva un tempo, i preti dell’équipe del Seminario e i seminaristi si rendono disponibili per eventuali testimonianze e incontri vocazionali nelle parrocchie durante tutto l’anno.