Ordinazione presbiterale di don Nicolò Rodighiero

DON NICOLÒ RODIGHIERO

della parrocchia di San Vito di Brendola – unità pastorale Santa Bertilla di Brendola

in tirocinio pastorale nell’unità pastorale di Magrè 

Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. (Gv 15, 9.12)

Cari amici, sono don Nicolò Rodighiero: ho 28 anni, sono originario della parrocchia di San Vito, nella unità pastorale Santa Bertilla di Brendola, e sto facendo esperienza pastorale nell’unità pastorale di Magrè. Nel corso di questi anni forse avrete visto anche il mio volto fra le foto pubblicate in queste pagine. Ho potuto apprezzare con quanto affetto voi, cari lettori, accompagnate lungo tutto il nostro percorso noi seminaristi, che imparate a conoscere attraverso questo spazio su questo benemerito mensile; perciò sento di dovervi esprimere tutta la mia più sincera gratitudine. È giunto il tempo dell’ordinazione presbiterale, che riceverò dal vescovo Beniamino sabato 4 giugno in Cattedrale. Per questa occasione ho voluto lasciare che siano alcuni amici a raccontarvi un po’ di me e del mio cammino: Anna, Gloria e Simone, amici di Brendola; Daniele e Maddalena, una coppia di amici prossimamente sposi; don Cristiano, un amico compagno di studi, che viene ordinato prete per la diocesi di Padova. A voi chiedo di continuare ad accompagnarmi nella preghiera!

don Nicolò Rodighiero

Quando nasci in un paese di trecento anime le tue scelte in ambito di amicizia non sono poi così ampie. Possiamo quindi dire che conoscere Nicolò è stato un evento dettato più dai numeri che dal caso. Nata all’interno della realtà parrocchiale, la nostra amicizia è poi cresciuta e ci ha portato a condividere molto. Chi ci incontra rimane sempre colpito dal clima di allegria che c’è tra noi e che un animo giocoso come quello di Nicolò non fa che alimentare. Ma ci lega anche un profondo affetto e un desiderio continuo di confrontarci su aspetti profondi che riguardano noi, la vita e le nostre esperienze. Rimane vivida nella memoria la sua voce tremante di entusiasmo nel dirci: “A settembre entro al Mandorlo!”. La nostra prima reazione è stata di stupore, uno stupore pieno di gioia vedendo il suo sguardo luminoso e la serenità che trasmetteva. Abbiamo compreso subito che stava dando ascolto ad una chiamata che nel suo intimo parlava già da tempo. Ci è sembrato giusto accompagnarlo nel suo percorso in modo discreto, cercando di stare al suo fianco semplicemente facendo avvertire la nostra presenza. Lui con la sua testimonianza è riuscito a farci riscoprire la bellezza della fede, sia nella dirompente allegria che nella profonda tranquillità. Caro Nicolò, siamo felici di vedere realizzato il tuo “sì”. Ti auguriamo di vivere la tua chiamata con l’entusiasmo che leggiamo ora nei tuoi occhi, seguendo con tenacia il progetto che Dio ti ha affidato. 

Anna, Gloria e Simone

“I presbiteri vivono in mezzo agli altri uomini come fratelli in mezzo ai fratelli”. Questa ci sembra una luce mite che illumina quel che basta per fare il prossimo passo, caro Nicolò. Un passo tuo, personale. Un passo nostro, personale. Passi piccoli, decisi, incerti, misteriosi. Ricordi? Ci siamo incontrati in seminario, impastati di desideri di vita buona e strascichi di immaturità, slanci e nodi. E Lui? Lui abita e abitava, circondava e custodiva il nostro lento umano maturare.

“Così infatti si comportò nostro Signore Figlio di Dio, il quale dimorò presso di noi”. Nell’autunno del 2019 mi raccontasti che saresti stato accolto nella parrocchia di Magrè. Sentivo nel tuo entusiasmo ancora quel profumo antico e nuovo: non verso la generica “comunità”, ma lo slancio per la concreta comunione con il prossimo volto che arriva.

“Affinché i fedeli fossero uniti in un corpo solo, di cui però non tutte le membra hanno la stessa funzione, promosse alcuni”. Marzo 2020. Pandemia. Un quotidiano e puntuale incontro a telefono per condividere vita e Parola. Passavano i giorni, e non mancava giorno per tentare insieme di ricucire la distanza, le distanze. Quella lunga primavera partorì per noi un’estate fragile, ma misteriosamente fecondata, in cui facemmo la nostra scelta. Eravamo custoditi anche dalla tua delicata discrezione e dal bene che volevi per noi. Un seme germinava ora dalla terra: un “corpo solo”, una sola carne. Questi sono tre dei molti momenti dove abbiamo ascoltato il tuo desiderio di Vita, conosciuto il tuo modo mite di stare con gli altri e ricevuto con costanza il tuo bene. 

Daniele e Maddalena

Ho conosciuto Nicolò in Facoltà Teologica a Padova, sui banchi della seconda fila: il posto di chi è intelligente e non vuole perdere nessuna occasione per imparare, ma senza esagerare. Lo dico per mettere in evidenza qualche bella qualità di Nicolò, se mai qualcuno ancora ne dubitasse (…non certo le mie, che forse ero in seconda fila per la comodità della presa del cellulare!). 

Appena conosciuto, due dubbi: ma Nicolò va con una o due “c”? E Rodighiero con o senza “i”?  Uso queste due lettere allora dubbie per raccontare due certezze su Nicolò.

C di coraggio. Nicolò ha avuto il coraggio di mettere la sua vita nelle mani del Signore. Un discepolo “coraggioso”, che guarda più in là dei recinti, coraggioso nel pensiero, disposto ad affidarsi ma anche a continuare a cercare. 

I di intraprendenza. Nicolò ha audacia: non tanto in campo sportivo, quanto nel saper mettere in dialogo intelligenza e capacità di ascolto. Con lui parli con la stessa profondità di questioni importanti, di visioni di Chiesa, ma anche di questioni personali. Da Nicolò impari anche la leggerezza e a non prenderti troppo sul serio. Impari a pensare, ad avere fiducia in Dio, ma scopri anche nuovi comici o gruppi musicali. Credo che la sua sensibilità sarà quel valore aggiunto che darà al suo ministero fecondità.

Sono grato al Signore per il dono dell’amicizia con Nicolò e della condivisione degli anni di studio, ansie e festeggiamenti per gli esami e le varie tappe in parallelo verso il ministero; affido la sua vita e il suo cammino al Signore.

don Cristiano Vanin