Una voce che non è mia - testimonianza del Mandorlo in occasione della Giornata del Seminario 2021

La testimonianza di Luca, della comunità Il Mandorlo, per i giovani della sua parrocchia di Poleo, in occasione della giornata del Seminario. 

Carissimi ragazzi, domenica, per tutta la diocesi, ci sarà la giornata del Seminario, in cui si ricorda, in modo particolare con la preghiera, questa realtà importante per la nostra diocesi. Come ben sapete quest’anno anche io sono diventato parte di questa grande famiglia, e ho desiderato cogliere l’occasione, visto che non abbiamo potuto crearne, per condividermi, per uscire allo scoperto, per non tenere solo per me questo mio percorso.

 

Che cosa rappresenta questo cammino per me? A distanza di 4 mesi (cioè quasi a metà), posso dire che questo percorso rappresenta il primo vero passo in avanti dopo molto tempo in attesa, fermo, di “va bene così com’è” la mia vita. Chi mi è più vicino, sa quanto bene mi stia facendo!

Non so se, anche a voi, con le mie parole riesco a spiegarlo appropriatamente, allora ho pensato di raccontarmi facendomi leggere da una parola che non è la mia, da La Parola.

 

Il Vangelo di oggi è un Vangelo, bene o male, conosciuto, eppure, ogni volta, sento che riesce a leggermi in modo nuovo e autentico: mi piace definirla la potenza del Vangelo!

 

A questi semplicissimi pescatori viene chiesto di lasciare tutto: se il mio cammino proseguisse in seminario, un giorno verrebbe chiesto anche a me di lasciare tutto! 

Perché, Signore, mi chiedi di lasciare tutto? Quello che sono stato, quello che mi ha fatto diventare ciò che sono.

Perché mi chiedi di lasciare questi ragazzi con i quali abbiamo condiviso momenti bellissimi?

Perché mi chiedi di lasciare i miei sogni? Anche quello di crearmi una famiglia?

Per cosa? Per diventare pescatori di uomini? 

Questa è la tua offerta? 

Ma chi accetterebbe una proposta simile?

 

Eppure, Signore, ho voglia di dirti di sì!

 

Sono un pazzo? Può essere!

Ma sento che c’è in me una voce, una voce viva che me lo chiede: una voce che non è mia.

Che sia la stessa voce che hanno sentito i discepoli? 

Boh! Magari non lo capirò mai!

 

Ma forse una cosa, Signore, mi vuoi dire con questo Vangelo, per questo mio percorso: non pensarci due volte. Cosa hanno fatto i discepoli? Hanno lasciato le reti subito, senza pensarci due volte, il perché lo avrebbero capito poi.

 

Sempre di più mi sto accorgendo che questo anno, che mi è stato donato di vivere, è unico, non si ripeterà, o, quantomeno, non così. 

Perciò mi viene voglia di dire, quasi di urlare: non pensarci due volte, Luca, Gesù passa oggi, domani sarai con Lui?

 

Così! Questo sono io, nella semplicità più assoluta. 

Spero di essere riuscito a condividere un po’ del mio percorso, delle mie tante domande; e magari spero che qualcosa possa aver toccato anche voi! Anche perché, se un giorno il Signore mi chiederà di lasciarvi, questo mi farà sicuramente male, ma mi farà ancor più male lasciarvi senza avervi donato qualcosa di me, o meglio: qualcosa di Lui che è in me!

 

Luca Dalla Costa



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