Ogni giorno, le nostre vite sono caratterizzate da scelte alcune semplici, altre più complesse. Per tutte, in ogni caso, ci prendiamo il tempo necessario per capire quale potrebbe essere – per noi – quella giusta.
Questo avviene in ogni storia personale: la scuola da frequentare, il lavoro da svolgere, gli affetti, l’automobile, il libro, gli hobby. Facciamo, cioè, un discernimento. Quale significato ha questa parola? L'etimologia del termine discernimento è da ricondursi al latino dis-cèrnere (dis = due volte + cèrnere = separare), quindi letteralmente separare due volte, separare con attenzione; in senso più ampio, giudicare, stimare, valutare. Altro non è che la capacità di formulare un giudizio, di valutare qualcosa, qualcuno o di scegliere un determinato comportamento.
Un grazie ad Angelo e Gianluca, entrambi di S. Giuseppe di Cassola, che, a nome degli amici del “Cammino Vocazionale Davide” e del “Gruppo Sentinelle”, raccontano la loro scelta e storia nel tentativo di capire quanto importante sia per loro l’amicizia con Gesù. A loro la parola!
 
Mi chiamo Angelo Novelletto, a settembre dell'anno scorso ho cominciato a frequentare il Seminario Minore facendo parte del gruppo chiamato “Cammino Vocazionale Davide”. Sono venuto a conoscenza di questo percorso grazie ad un invito arrivato dopo il convegno dei chierichetti. Una domenica ho partecipato per curiosità e mi è subito piaciuto. Essere un seminarista oggi vuol dire mettersi in ascolto e alla ricerca di quello che Gesù vuole per me. Questo percorso mi impegna un weekend al mese; in seminario giochiamo molto a calcio ed anche ad altri giochi e parte del tempo lo trascorriamo nella riflessione personale, nella lettura e condivisione di alcuni brani della Bibbia. In altri momenti preghiamo insieme e assieme consumiamo il pasto. Alla domenica pomeriggio ci troviamo per la santa Messa con i nostri famigliari. Tra un incontro e l'altro ci viene affidato un impegno quotidiano chiamato “Quaderno di Vita” dove appunto le mie esperienze in seminario e dove svolgo i piccoli “compiti” assegnati per casa. L'esperienza che sto vivendo mi aiuta a relazionarmi meglio con Gesù e con le altre persone; è un percorso che consiglio a ciascuno perché staccare da tutto e stare in un luogo di pace fa bene.
Angelo Novelletto, 1Media
 
Il percorso che sto vivendo in seminario si chiama “Gruppo Sentinelle”, un cammino dedicato ai ragazzi delle superiori. Questo percorso è la continuazione, senza entrare nella comunità che vive in seminario nella settimana scolastica, del “Cammino Davide”.
La mia scelta di entrare in questo gruppo è dovuto al fatto di aver già partecipato al Cammino Davide grazie al consiglio di don Luca Luisotto che mi ha accompagnato in questo percorso.
Oggi essere Seminarista ha un significato diverso da una ventina di anni fa, perché una volta si pensava chi frequentava il Seminario esclusivamente come ad un “futuro prete”, mentre oggi, secondo me, sta a indicare una persona che sceglie di avvicinarsi a Dio guidato dagli educatori, indipendentemente da ciò che sarà.
Per questo percorso, a differenza del “Cammino Davide”, non ho un impegno giornaliero/settimanale, ma nei momenti di ritrovo invece bisogna impegnarsi sempre.
Questo cammino mi sta facendo crescere ad ogni incontro non solo nel percorso con Gesù, ma anche nella mia vita quotidiana.Lo consiglio a tutti perché è un’esperienza che bisogna assolutamente fare per scoprire un nuovo volto della Chiesa e non solo, verso l’incontro con Dio.
Gianluca Bordin, 1Superiore