Anche se non portiamo gli occhiali i nostri occhi ci vedono bene? A S. Gaetano in Valdagno noi ragazzi della Comunità Giovanile lunedì 3 aprile , assieme ai giovani e giovanissimi del vicariato di Valdagno, abbiamo vissuto la preghiera Sentinelle come preparazione alla Pasqua.

Durante la serata, suddivisa in tre momenti, ci siamo interrogati su come vediamo noi stessi, gli altri e le nostre scelte. Ci ha accompagnati la figura del cieco nato, che Gesù guarisce senza chiedergli nulla e questi, una volta guarito, non ha avuto paura di raccontare la gioia e la bellezza di poter vedere bene nella propria vita.

Il Signore Gesù vuole donarci una vista, degli occhi che ci vedono bene, perché ognuno di noi possa scegliere nella propria vita quanto ritiene vero e significativo. Ma oggi come giovani spesso vediamo quello che ci viene fatto vedere… Scendiamo a compromessi per accettare di non vedere come vogliamo, ma come gli altri ci suggeriscono, come ci viene indicato….  Un vedere ma facendo finta di niente… La nostra non è libera ma condizionata da quello che fa comodo e ci costa meno. L’avere Gesù come compagno di strada vuol dire, come ha fatto il cieco guarito, avere il coraggio di vedere fino in fondo, anche se questo ci chiede di prenderci le nostre responsabilità, di venire criticati da quelli che ci stanno vicino. Vedere con e come Gesù vuol dire camminare in modo nuovo dentro alla nostra quotidianità. Ci alziamo la mattina e affrontiamo una giornata strutturata nel dettaglio per evitarci ogni fatica fisica: ascensori e scale mobili, auto e motorini, telecomandi e lavatrici, scope elettriche e impastatrici automatiche.

Camminare è una mite ribellione: contro tutto ciò che ha un costo e genera un profitto. Contro un mondo che ci obbliga ad essere prigionieri illudendoci di essere liberi. Ma per avere coraggio di fare passi liberi dobbiamo avere occhi aperti, che sanno vedere lontano e non hanno paura di raccontare quanto vedono senza scendere a compromessi per non avere problemi. Il Signore Gesù continua ad aprire i nostri occhi, ad aiutarci a vedere la nostra vita, le scelte che siamo chiamati a fare per crescere in modo libero, ma purtroppo siamo noi che preferiamo non vederci bene, perché si fa meno fatica e tante difficoltà sono scansate. Non accontentiamoci di vedere la nostra vita a metà, ma il Signore Gesù ci accompagni ad avere occhi che sanno vedere la bellezza della nostra crescita e questo ci aiuti a non barattarla con niente.

 

I ragazzi della Comunità Giovanile