Cracovia, XXXI Giornata Mondiale della Gioventù. Ci troviamo al Parco di Blonia, vicino al centro della città, quando nel pomeriggio piuttosto nuvoloso di giovedì 28 Luglio papa Francesco parla ai giovani dicendo: <<Mi addolora incontrare giovani che sembrano "pensionati" prima del tempo. [...] Mi preoccupa vedere giovani che hanno "gettato la spugna" prima di iniziare la partita>>.

Un messaggio che può sembrare inaspettato, perfino offensivo per certi versi: il papa missionario che da' dei pensionati a quasi un milione e mezzo di giovani venuti da tutto il mondo per stare insieme agli altri, ma soprattutto per ascoltare le sue "abituali" parole di pace. Ma, come si dice di solito, la speranza è l'ultima a morire: infatti, due giorni dopo, nella veglia presieduta nel Campus Misericordiae papa Francesco invita noi giovani a essere <<Giovani con le scarpe, meglio ancora, con gli scarponcini calzati>>. Detto, fatto. O meglio, detto e già fatto. La mattina di sabato 30 Luglio ecco radunarsi una marea senza fine di giovani, con lo zaino in spalla, scarponcini o scarpe da ginnastica ai piedi, sacco a pelo e tanta voglia di gioire e di gridare, con le bandiere della propria nazione, della Francia, della Russia, degli Stati Uniti, dell'Angola, del Ghana, del Venezuela, dell'Honduras, della Corea del Nord, di tutti i Paesi del mondo che si riuniscono per festeggiare la propria giornata, dedicata esclusivamente a noi giovani.

Anche quelli della diocesi di Vicenza hanno partecipato a questo raduno mondiale. Dopo un viaggio in pullman durato ore e ore, siamo riusciti a raggiungere la parrocchia che ci ha subito ospitato e sfamato, per aiutarci poi a raggiungere i luoghi dedicati ai vari momenti di preghiera: l'accoglienza del Papa e la Via Crucis nel Parco di Blonia, la Veglia e la Santa Messa conclusiva nel Campus Misericordiae. Momenti nei quali il Santo Padre ci ha fatto riflettere sul nostro ruolo nella società di oggi, su come il futuro sia fondato sulle nostre idee e sulle nostre caratteristiche individuali, diverse per ciascuno di noi. Oltre a questi giorni intensi di riflessione e di preghiera, a noi partecipanti alla GMG di Cracovia è stato permesso di visitare i purtroppo famosi campi di concentramento nazisti di Auschwitz I e Auscwitz II-Birkenau (quest'ultimo, in particolare, campo di sterminio). Il rendersi conto di ciò che è accaduto in questi luoghi nel corso della sanguinosa Seconda Guerra Mondiale ci ha fatto capire come l'odio non può portare che distruzione, non solo di città e di uomini, ma anche dell'identità di sè stessi come esseri umani.

Di questa Giornata Mondiale della  Gioventù abbiamo portato a casa soprattutto la gioia e la consapevolezza di non essere soli al mondo, di avere milioni e milioni di altri giovani che pregano e sperano per un mondo migliore, per un futuro più roseo per loro e per chi verrà dopo di loro, figli, nipoti... perché la GMG, come molte personalità presenti hanno detto e ripetuto, non finisce il 31 Luglio 2016 a Cracovia, ma continua ogni giorno nelle nostre case, nelle nostre parrocchie, a scuola, con gli amici e con chi ci sta vicino.

 

Per la Comunità Giovanile

Francesco Bruni