Da mercoledì 30 gennaio a sabato 2 febbraio, noi ragazzi di terza, quarta e quinta superiore della comunità giovanile, siamo andati a Madonna del Covolo (Crespano del Grappa) per vivere quattro giorni di esercizi spirituale accompagnati da don Marco Sterchele il nostro animatore, don Matteo Lucetto il nostro padre spirituale e guidati da don Matteo Zilio l’attuale cappellano di Bassano del Grappa, che alle medie fu nostro animatore.

 

Il tema che ci ha proposto e ci ha coinvolto moltissimo fin dal primo giorno fu quello del Discepolo, del quale ci ha proposto le sue caratteristiche. Il primo giorno è stato un’introduzione agli esercizi e un aiuto a distaccarci dalla vita di ogni giorno, accentuata anche dal film visto alla sera dopo cena. Il secondo giorno, abbiamo meditato su quando abbiamo sentito molto vicina la presenza del Signore e ci siamo sentiti chiamati. Nella stessa giornata abbiamo ascoltato una testimonianza che ci ha colpito e ci è piaciuta molto, quella di una ragazza di ventitre anni originaria dalla Siria che un anno fa ha ricevuto il battesimo, e che è stato per lei come una rinascita ad una nuova vita. Il venerdì abbiamo pensato ad alcuni impegni che ci saranno utili fino alla fine dell’anno nei rapporti tra di noi nella nuova comunità e alla sera queste promesse che ci siamo fatte le abbiamo raccolte insieme in un cartellone, il quale ce le ricorderà. Nel pomeriggio abbiamo mediato su ciò che siamo disposti a fare e con che passione e per questo abbiamo visto uno spezzone del film “Rosa Bianca” , dei video e degli scritti degli skyrunner, atleti che scalano le montagne correndo. L’ultimo giorno abbiamo capito che i discepoli sono coloro che non tengono per sé ciò che sanno, ma lo annunciano agli altri senza imporsi come dei capi, ma come benevoli verso il prossimo, che in Africa sub-Sahariana questa etica ideologia viene indicata con la parola Ubuntu, la quale fu anche usata per dare il nome a un sistema operativo GNU/Linux.

Questo tempo prezioso di esercizi spirituali per noi oltre ad essere stato uno stacco dalla routine di ogni giorno è anche stato un momento per conoscere meglio noi stessi, per capire cosa il Signore ci dice e come comportarci all’interno della Comunità Giovanile, visto che noi siamo tra i più grandi e dobbiamo essere come dei discepoli che devono essere di esempio a tutti, che nel nostro caso sono i ragazzi più piccoli che vivono ogni giorno della vita comunitaria assieme a noi.