A volte la parola “Seminario” può far paura…

Forse le dimensioni imponenti dell’edificio ottocentesco incutono timore, ma il Seminario non è fatto di sole pietre…

Oppure si pensa che il Seminario sia un istituto che forma i presbiteri per la Chiesa universale, ma questa definizione indubbiamente corretta non rivela tutto…

La realtà del Seminario è molto più bella e ricca di vita di quanto non si creda: l’immagine migliore per descriverla sta nel coglierlo come una “grande famiglia”!

 Una grande famiglia con i piccoli e i grandi, con le figure paterne e le figure materne, con i suoi ritmi di preghiera, di lavoro, di studio e di distensione.

I piccoli, ovvero i seminaristi, sono i primi a rendere viva e ricca la famiglia del Seminario: vi sono i ragazzi delle medie, i ragazzi delle superiori e i fratelli maggiori della comunità di Teologia. Tutti hanno come denominatore comune lo studio, la preghiera e la vita comunitaria, ovviamente con ritmi e obiettivi diversi, adatti alla propria età e maturazione. 

Questi seminaristi sono accompagnati da alcune preziose figure paterne, gli educatori, che si prendono cura e animano la vita delle diverse comunità, ma soprattutto sono delle vere guide, che aiutano i seminaristi a scoprire e realizzare la volontà di Dio sulla loro vita.

Ma gli educatori non sono soli… vi è il padre spirituale, colui che aiuta i seminaristi a tenere alta la tensione spirituale, ad avere uno sguardo di fede limpido e illuminato dallo Spirito sul proprio cammino, e vi è il rettore, responsabile ordinario della vita complessiva del Seminario e rappresentante del vescovo.

Altra figura immancabile sono gli insegnanti, attenti alla preparazione intellettuale e alla crescita umana dei seminaristi. Alcuni di essi hanno concluso gli anni d’insegnamento, per l’età avanzata, e in Seminario sono vicini ai ragazzi come dei nonni, carichi di amorevolezza e simpatia.

In Seminario non manca la figura materna, le care Suore! Sono delle autentiche testimoni di carità, e sebbene il loro lavoro si svolga spesso nel nascondimento, sono le prime a correre per curare le malattie o i ruzzoloni dei seminaristi.

Insomma, la comunità del seminario non è così distante dalla vita quotidiana di una grande famiglia!