All'inizio dell’anno scolastico e formativo 2019-2020, il secondo del mio cammino, ho accolto la proposta caritativa che i miei educatori mi avevano fatto, nonostante inizialmente avessi diversi dubbi. Questa esperienza consisteva nel vivere, il fine settimana, a “Villa Vescova” (ex Villa Veronese) a Brendola, come volontario all'interno nuovo progetto della Caritas diocesana che intende valorizzare questo bene artistico e culturale come spazio di inclusione sociale per persone in misura alternativa al carcere o ex detenute: un centro di educazione e formazione alla legalità.

Quando sono arrivato la mia prima volta sono stato accolto calorosamente e non mi sono sentito a disagio, seppure sia arrivato carico anche di alcuni pregiudizi; pregiudizi che loro stessi sono riusciti a far scomparire in me attraverso il loro desiderio di combattere per cambiare ciò che hanno sbagliato.

Il mio impegno è quello di stare assieme a quattro ragazzi in pena alternativa il sabato e la domenica vivendo la loro quotidianità. Sicuramente sento e vivo l’importanza del mettermi in ascolto dei loro problemi, dubbi, gioie, dolori; ascolto che contribuisce a forgiarmi come persona e come cristiano. A volte vengo “stuzzicato” a spiegare le motivazione della mia scelta di vita, e sono proprio questi momenti quelli che più mi “divertono” e mi sono utili, perché diventano un modo di mettermi in continua discussione sul mio percorso vocazionale (che a volte può rischiare, anche per comodità, di stagnarsi).

Un aspetto che mi ha colpito è come la comunità di Brendola (dove anche lì, all'inizio, vi erano alcune persone titubanti) abbia preso a cuore questi ragazzi dimostrando, anche attraverso la presenza di molti volontari che scelgono di mettersi in gioco e in discussione assieme, la sua vicinanza e permettendo di mutare quei pregiudizi iniziali.

Ringrazio veramente il Signore per come sa agire nella mia vita attraverso esperienze e persone che mai non avrei messo nei miei piani. I quattro ragazzi con cui ho vissuto, nelle loro sfaccettature, sono stati capaci di svelare quella parte di umanità e carità che non pensavo fosse parte di me.

Questa esperienza mostra in maniera sempre più limpida che tutto ciò che agli occhi dell’uomo è un problema, agli occhi di Dio è possibilità per mostrare il suo vero Amore per noi.

Ci sarebbero molte altre cose da raccontare, ma consiglio vivamente di visitare questa struttura in modo particolare per conoscere questi ragazzi in cerca non solo di libertà, ma soprattutto di Verità.