Anche noi del Seminario di Vicenza, con l’emergenza del Coronavirus, frequentando la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova, ci siamo attrezzati per seguire le lezioni online tramite le piattaforme digitali fornite dalla Facoltà stessa. 

Dal 24 febbraio scorso, giorno in cui sono stati chiusi tutti i poli scolastici a Padova, alcuni insegnanti ci avevano lasciato del materiale su cui lavorare e cercare di “recuperare” quelle lezioni che erano state perse. Capendo che questa emergenza si sarebbe prolungata nel tempo, anche noi, come tutti gli altri istituti universitari, ci siamo organizzati con le lezioni via web.

Si tratta di una vera e propria “classe virtuale” in cui l’insegnante è l’organizzatore e noi ragazzi, tramite la webcam e il microfono, ci facciamo vedere e sentire ben attenti alla lezione.

Si tratta di una situazione di necessità: a tutti noi manca la relazione con l’insegnante, ma soprattutto tra noi compagni di classe. Purtroppo, anche un semplice “come va?” attraverso lo schermo del computer, non avrà mai lo stesso effetto dello sguardo reale.

Molte sono le difficoltà che queste “lezioni online” comportano: purtroppo non tutti hanno la possibilità di una connessione internet stabile nelle proprie case, ecco che i giovani che hanno più dimestichezza con la tecnologia si fanno prossimi a chi ha più difficoltà. Il “chiudi e riapri” è una frase ormai all’ordine del giorno che salva minuti e minuti di lezione persi.

Ormai l’ossessione di tutti è il microfono: si contano sulle dita di una mano gli studenti a cui non è ancora capitato di parlare con un familiare e accorgersi che si ha il microfono acceso, disturbando involontariamente la lezione e l’intera classe.

Anche gli esami ormai li stiamo sostenendo tutti online, l’insegnante aldilà dello schermo, crea un “appuntamento” in cui collegarsi per poter sostenere l’esame del corso appena svolto.

Tutti gli insegnanti della nostra Facoltà si sono adeguati alla situazione: nessuno si è tirato indietro a questa modalità ed è quindi stato recuperato l’intero secondo semestre di questo Anno Accademico 2019/2020.

Penso che questa situazione ci abbia portato ad essere tutti più digitali, soprattutto chi aveva scarsa dimestichezza con l’uso di internet o denigrava questi mezzi, ora è stato “costretto” a farne utilizzo e a ringraziarne dell’esistenza. È un apprendimento e un avanzamento, questo tecnologico, che sarà valido per tutta la vita.