Ormai siamo giunti a metà, e anche un po' oltre, degli incontri con il Cammino Vocazionale Davide e già percepisco un po' di nostalgia in me nel rendermi conto di aver già vissuto la maggior parte degli incontri. Sto parlando dell'esperienza come prefetti che io, Paolo e Abramo abbiamo accolto all'inizio del nostro secondo anno di Teologia.

Un'esperienza che fin dall'inizio si è rivelata un grande dono! Il tutto ha avuto inizio con il campeggio, la prima settimana di settembre, nella casa del Seminario a Federavecchia di Auronzo. Questo campo ha dato il via all'anno del Cammino Davide che poi è proseguito con un fine settimana al mese fino all'appena conclusa e ricca esperienza degli esercizi spirituali vissuti dal 22 al 24 febbraio, sulle orme di San Francesco d'Assisi.

I prefetti, così sono chiamati nel nostro Seminario, sono quei giovani di teologia che, come fratelli maggiori, con don Luca e don Christian sono chiamati a camminare un anno con i piccoli della nostra “grande casa”.

Fin da subito questa esperienza si è rivelata un grande dono, ho affermato all'inizio. Eh sì, un vero e proprio regalo perché ci si accorge che non si è prefetti per fare qualcosa ma per stare con qualcuno. Ma nel momento in cui si è intenti a stare con qualcuno è proprio questo qualcuno che si rivela non come l'oggetto del nostro obiettivo ma come un soggetto che vive accanto a te. Detto in altre parole: ci si accorge che il nostro servizio in realtà non è un servizio ma un vivere accanto a questi ragazzi che diventano tuoi fratelli. Me ne sono accorto nei momenti in cui ero stanco e accorgendomi di esserlo mi dispiaceva non poter svolgere il mio servizio al meglio, ma proprio in quei momenti erano i ragazzi stessi che, coinvolgendomi in vari modi, mi ricordavano che devo essere semplicemente un fratello.

A mio parere si può parlare di una bellezza nel camminare con questi ragazzi. È la bellezza dell'essere cristiani, dell'essere fratelli nella fede. Una constatazione che secondo me rende ragione della bella opportunità che hanno questi ragazzi, ovvero quella di sperimentare e toccare con mano che cosa significa essere fratelli nella fede, condividendo spazi e tempi di studio, gioco e preghiera con coetanei che non si sono scelti ma che hanno trovato.

È la dimensione della fede che amplia gli orizzonti. È l'amicizia con il Signore Gesù che rende vera e autentica questa esperienza e che ci conduce piano piano a Lui.

L'esperienza del Cammino Davide continua ancora fino a giugno...