L’anno liturgico ha una sua pedagogia, attraverso i vari momenti che lo scandiscono noi siamo accompagnati a meditare i misteri della nostra fede e a partecipare alla storia della Salvezza.

Tra i diversi tempi in cui è suddiviso l’anno liturgico un posto particolarmente importante lo riveste il tempo detto della Quaresima, un tempo pieno di quaranta giorni da vivere come tempo di conversione, di volgersi, di ritornare a Dio. 

La conversione alla quale siamo chiamati come cristiani non è un evento una tantum, un qualcosa che avviene una sola volta e basta per sempre. La conversione è cammino, ed il cammino per sua natura è dinamicità, è movimento che si rinnova in ogni momento della nostra vita, nella giovinezza come nella vecchia, nei momenti di consolazione, di grazia, come nei momenti di desolazione. Il cammino è anche fatica perché ci costringe al cercare, a trovare, a fare verità sul proprio essere, ci chiede di unificare noi stessi di fronte al Signore al fine di ritrovare l’autenticità del nostro rapporto con Lui.

Come Gesù per quaranta giorni nel deserto ha combattuto e vinto le tentazioni del diavolo grazie alla forza della Parola di Dio, così anche noi siamo chiamati a vivere questo tempo nell’ascolto, la lettura e la preghiera della Parola di Dio che sempre illumina e guida la nostra vita.

Il mercoledì delle Ceneri segna l’inizio di questo tempo di conversione ed è caratterizzato dall’imposizione delle ceneri, ottenute dalla combustione dei rami d'ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell'anno precedente, sul capo di ogni credente. 

Quello dell’imposizione delle ceneri è segno di conversione e di pentimento attraverso il quale noi percepiamo il peso dei nostri peccati e la gioia di essere riconciliati con Dio ma significa anche riconfermare la nostra fede nella resurrezione: saremo cenere, ma destinati un giorno ad essere risuscitati con Cristo.

Quest’anno, seguendo le indicazioni del Ministero della Salute la nostra Diocesi, come le altre Diocesi della nostra Regione ha deciso la sospensione di tutte le manifestazioni pubbliche, comprese le celebrazioni di che segnano l’inizio della Quaresima. Viviamo questo inizio particolare non come una mancanza ma come un’occasione per avvicinarci con verità a Dio attraverso la meditazione della Sua Parola e la preghiera personale affidando in modo particolare al Signore tutti coloro che, in Italia e all’estero, vivono ore di malattia e di angoscia.