Anche nella nostra Comunità di Teologia è ormai giunto il tempo del Natale, un tempo prezioso ché ci offre la possibilità di ricordare quanto il Signore si è fatto vicino a noi, fino ad assumere la nostra carne, i nostri limiti, le nostre debolezze e fatiche, per avvicinarci a Dio Padre.

Il Signore viene anche oggi, in mezzo alle mille difficoltà di questo mondo, nel rispetto di quella libertà che è stata data a ciascun essere umano e che nemmeno Dio può forzare: Egli è venuto nel mondo per salvarlo, non per convincere tutti i popoli a credere in lui. 

Il rispetto della nostra libertà è fondativo della relazione, una relazione di amore, che Lui vuole instaurare con tutti noi. Dio si dona a noi nella libertà perché solo in questa noi lo possiamo accogliere con amore, senza lo spettro di un’“imposizione dall’alto”. L’amore di Dio non si abbassa alla mentalità del “do ut des”, l’amore di Dio è dono puro e semplice: non chiede nulla, non pretende nulla, è libero!

Di fronte all’amore di Dio è necessaria una risposta da parte nostra. Noi non possiamo restare indifferenti di fronte al suo amore gratuito: dobbiamo prendere una decisione, decidere da che parte stare, decidere se corrispondere o meno a quest’amore.

Essenziale per la nostra risposta è un terzo elemento che siamo chiamati a desiderare e sviluppare: la fiducia. Non possiamo pretendere di conoscere tutto di qualcuno ma se ci fidiamo sapremo accogliere anche i tempi e i modi in cui dimostra il suo amore per noi.

 

Vorrei concludere questa mia riflessione con questa preghiera di Padre David Maria Turoldo che medito spesso in questo periodo e che ci parla di un Dio che viene tra noi nonostante tutte le nostre difficoltà e resistenze. 

 

Buon Natale di libertà, di amore, di fiducia!

 

Vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

 

Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

 

Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

 

Vieni, figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

 

Vieni a liberarci,
noi siamo sempre più schiavi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

 

Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

 

Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:
e, dunque, vieni sempre, Signore,

 

Vieni, Tu che ci ami:
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con Te, o Signore.

 

Noi siamo lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:
vieni, Signore,
vieni sempre, Signore.