La Bibbia giorno e notte. È il titolo di un evento televisivo trasmesso su RAI1 tra il 5 e l’11 ottobre 2008, in cui ininterrottamente per 139 ore si è letta per intero la Bibbia. Una vera maratona dove si sono succeduti diversi lettori, dai volti più o meno noti, di varie confessioni religiose: Benedetto XVI, Carlo Azeglio Ciampi, Giulio Andreotti, Ferruccio de Bortoli e molti altri.

Condivido la parte di Roberto Benigni, con la sua lettura appassionata e pittoresca, tipica del suo stile. 

A distanza di anni, questo evento televisivo, pur con tutti i suoi limiti, mi aiuta a riflettere ancora una volta sull’importanza della Parola di Dio, una parola che più di tutte sa abbracciare popoli al di là di confini e confessioni. Per noi battezzati poi rappresenta il Dio che si rivela, appunto perché non si è rivelato solo nel creato, ma anche nella Parola e infine in Gesù Cristo, apice e culmine della sua rivelazione. 

Il Verbo si è fatto carne e venne abitare in mezzo a noi. (Gv 1,14)

La Parola, nella misura in cui sappiamo accoglierla, ci accompagna ininterrottamente per tutta la vita, giorno e notte, nei momenti felici come nei momenti di lacrime, nella giovinezza come nella vecchiaia. Con Lei cresciamo e maturiamo nella fede. In questo ci aiuta anche l’anno liturgico dove nella Santa Messa non è spezzato solo il pane eucaristico, ma anche la Parola. Sappiamo benissimo che le letture, Antico Testamento, Salmo, lettere Paoline e Vangelo, si ripetono, eppure ogni volta sono sempre qualcosa di nuovo per noi: è la forza della Parola che sa trasformare, interrogare, indirizzare le nostre vite. 

Però non basta leggere la Parola, bisogna anche studiarla, approfondirla, viverla. Penso a noi del Seminario che ogni settimana ci accostiamo al Vangelo della domenica con la lectio divina, che ci aiuta a capire che cosa il Vangelo vuol dire in sé e cosa vuol dire alle nostre vite del XXI secolo. Il tutto poi consegnato alla preghiera e al silenzio del nostro cuore aperto a Dio. La lectio è quell’esercizio antico, ma sempre nuovo e attuale che ci permette si avvicinarci alla Parola, con umiltà sapendo che Lei per prima si è avvicinata a noi. Non è solo un’attività da preti o seminaristi, ma di tutti noi battezzati: in tante parrocchie gruppi di laici si ritrovano settimanalmente per meditare sulla Parola, anche con modalità differenti. Che bello pensare il territorio della nostra Chiesa che sussurra della Parola di Dio! Legato alla nostra diocesi, penso anche alla lectio In ascolto della Parola, dedicata principalmente ai giovani, che si tiene ogni lunedì sera presso Ora Decima-Il Mandorlo, nella parrocchia di Santa Caterina in Vicenza.  Oppure  Word in progress, proposta nuova di quest’anno organizzata dalla Pastorale Giovanile e Vocazionale, che si tiene ogni primo lunedì del mese in Seminario. Un momento dove meditare su vari passi degli Atti degli Apostoli, con condivisioni e testimonianze. 

Tante e differenti proposte, ma sempre con un unico obiettivo: ascoltare la voce di Dio, perché di essa siamo sempre assettati. 

Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente. (Salmo 41)