Sabato 11 maggio nella nostra cattedrale di Vicenza c'è stata la veglia vocazionale diocesana, contrassegnata in particolare dal rito di ammissione tra i candidati all'ordine sacro di Andrè ed Emanuele e dall'impegno dei giovani del gruppo Sichem.

È stato innanzitutto uno stare alla presenza del Signore Gesù. Di fronte a Lui e alla sua presenza le parole si fermano, si fermano i pensieri, le preoccupazioni; rimane solo lo sguardo degli occhi, della mente e del cuore verso Colui che dà senso pieno alla nostra esistenza.

Ecco che il primo segno della Veglia è stato proprio quello di togliersi le scarpe, innanzitutto degli ammittendi e dei giovani del gruppo Sichem, come Mosè davanti al roveto ardente. “Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!” (Es 3,5).

A piedi nudi, perché di fronte al Signore della Vita non abbiamo nulla da nascondere. Lui ci ama così come siamo! Ed ecco che a piedi nudi ci presentiamo di fronte a lui. Il suo amore supera le nostre attese. Le nostre debolezze sono luoghi che abitati da Lui divengono terreno fertile per la nascita di frutti d'amore!

Nella parte centrale della Veglia, infatti, c'è stato il momento chiamato de “Il lievito”. È la nostra vita che inserita nel grande mistero dell'amore di Dio acquista senso e direzione. Siamo all'interno di questo grande mistero e l'unica cosa che ci rimane da fare è inginocchiarsi e stare, ed adorare.

L'adorazione eucaristica è stato l'ultimo momento della Veglia, dove il silenzio e lo stare tutti rivolti verso Colui che è la Via, la Verità e la Vita, l'ha fatta da padrone. Solo in Cristo, con Cristo e per Cristo, la nostra vita acquista senso e pienezza!