«Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò» (Mt 11,28)

È questo lo spirito con cui io, Matteo e don Damiano, seminaristi di Teologia e Padre Spirituale, abbiamo intrapreso la visita ai malati durante il nostro fine settimana “in uscita” nell’ Unità Pastorale Piazzola sul Brenta, Isola Mantegna e Presina.

In particolare per noi, questo versetto della Parola, si è fatto molto più concreto in quanto, il sabato mattina ci siamo recati a far visita a qualche ammalato/a che ci ha accolto con gioia e sorpresa, oltre che con gratitudine per la visita fatta.

Da parte mia, ma penso di interpretare il sentimento di Matteo e di don Damiano, è stato un momento di grazia, in quanto abbiamo percepito la gioia nei volti di questa gente, che seppur appesantita dall’ età (una signora aveva 101 anni!!!) o dalla malattia (Lucio, Guido, Marta…), tutti ci hanno comunque testimoniato la gioia della vita, la forza e la caparbietà del lottare per vivere.

Da parte nostra c’è stato un profondo ascolto, delle vite, dei momenti gioiosi e dolorosi che più hanno toccato questi cristiani.

Io non posso dimenticare Lucio, un uomo di settant’anni, che da trenta è affetto dal Parkinson e viene accudito dalla moglie; egli ci ha commosso tutti quanti quando ha voluto cantarci la canzone “Meraviglioso” di Domenico Modugno. Che gioia grande!

Per noi giovani, in cammino verso il Sacerdozio, dovrebbe essere una “tappa fissa” la visita agli ammalati, in quanto ci dona la grazia di stargli vicino, anche se per poco, con i desiderio grande di poter almeno un po’ alleviare i dolori, dir loro una parola buona e di speranza. Questo deve essere uno dei momenti più importanti per un prete.