Parto da Vicenza in una giornata uggiosa, con pioggia leggera a sprazzi. Da bravo cittadino, sbaglio a leggere le indicazioni e finisco a s. Tomio; a questo punto mi arrendo ed attivo il navigatore, che mi porta felicemente a destinazione: la giornata del ministrante, presso la parrocchia di Malo.

I locali dell’oratorio risuonano già delle voci dei ragazzini che presteranno il loro servizio alla s. Messa. Ma è nella sacrestia che il trambusto raggiunge il culmine, in un crescendo di risate, tra chi si rincorre e chi si sistema la tunica bianca che, per molti, tradisce la rapida crescita. I ministranti, circa 50, sono carichi e pronti. Il vicario don Luca Centomo e il rappresentante del Seminario, don Christian Corradin, mettono in fila i ragazzi e la celebrazione ha inizio. Il Duomo è affollato di fedeli, con le prime file di banchi occupate da molti ministranti che, altrimenti, non avrebbero da sedersi in presbiterio.

Dopo una Messa molto partecipata, grazie all’omelia “calcistica” di don Christian – il quale paragona la povera vedova che getta le due monetine nel tesoro alle riserve che non hanno mai visibilità in campo –, la giornata prosegue con un gioco in oratorio, una sorta di battaglia navale, in cui i ministranti, divisi in squadre, si mettono alla prova. In particolare, devono confrontarsi con alcune parabole del Vangelo; la stanchezza e la fame iniziano a farsi sentire, così, quando don Christian annuncia che la casella scelta corrisponde ancora ad un brano biblico, dai ragazzi si leva uno sconsolato “Noooooo!!!”. Ma è qui che si vedono le grandi risorse di questi giovani: preso atto dell’inevitabilità della prova, si applicano con entusiasmo e zelo. In particolare, rimango colpito dalla precisione con cui sanno trovare e correggere gli errori sparsi nel brano (appositamente rimaneggiato) del granello di senapa. Tre gruppi su cinque trovano tutti e sette gli errori, correggendoli perfettamente.

Ormai l’iniziativa volge al termine: con gioia, i ragazzi, dopo la classifica finale, ricevono alcuni volantini contenenti materiale vocazionale e si avventano sulla merenda. Io ritorno a casa sollevato; in questi tempi di grande difficoltà per la Chiesa, a livello sia locale che universale, ho visto a Malo un’applicazione pratica proprio della parabola del granello di senapa: in quei giovani il Vangelo è seminato e conosciuto. C’è ancora speranza. C’è sempre speranza.