«Ascolta!»: è questo il tema scelto quest’anno per la giornata del seminario. Sembra una cosa facile ascoltare; è una parola che sentiamo da quando siamo piccoli: ascoltare la mamma, il papà, ascoltare la maestra che spiega e così via…credo però che dentro l’orizzonte della fede, in modo particolare per chi sta camminando in seminario, ma non solo, ci sia una dimensione più profonda dell’ascolto: ascoltare non è solo udire, ma anche accogliere.

Sì, perché quando ascolto qualcosa questo entra a far parte della mia vita. Così anche per la Parola di Dio; quando la udiamo, la meditiamo, la annunciamo questa ci plasma, ci cambia la vita fino magari a far nascere in qualcuno il desiderio di spendere tutta la sua vita per questa parola diventando prete. E quanto è importante accogliere, fare spazio a Dio dentro la nostra vita, lasciare che sia lui a guidarla: il nostro compito è quello di seguire, stando dietro, altrimenti rischiamo di scegliere strade non nostre che non ci portano a realizzare la nostra vita.

L’altra dimensione dell’ascolto è quella tra persone: sento davvero importante mettermi in ascolto delle storie di chi mi sta attorno: ogni vita raccontata è un qualcosa che chi la ascolta non la dimentica ed entra a far parte del suo cammino, una ricchezza in più; ecco perché per un prete o per chi un giorno lo potrebbe diventare è importante farsi carico delle storie belle e meno belle di tante persone: la vita è bella perché la si costruisce insieme, mettendo le nostre qualità e le nostre fragilità a servizio degli altri e soprattutto nelle mani di qualcuno che le possa accogliere e trasformale in forza…e chissà che questo qualcuno magari possa anche prendere il nome di Dio.