A fine novembre dell’anno scorso il biennio della comunità teologica di Vicenza è stata in uscita formativa, un paio di giorni, in Lombardia per conoscere da vicino i luoghi dove hanno vissuto due sacerdoti importanti della diocesi di Cremona, don Primo Mazzolari e don Luisito Bianchi.

La prima tappa è stata Bozzolo dove don Primo Mazzolari (1890-1959) è stato parroco per 27 anni. Abbiamo visitato la fondazione, che porta il suo nome, dove sono conservate le sue memorie e i numerosi libri da lui scritti. Poi ci siamo trasferiti nella chiesa parrocchiale per pregare attorno alla sua tomba. Il 20 giugno scorso anche Papa Francesco è venuto in pellegrinaggio e ha pregato sulla tomba di don Primo. Questo sacerdote è stato definito “il parroco d’Italia” e Papa Giovanni XXIII lo definì «la tromba dello Spirito Santo nella Bassa Padana». Questo perché don Primo visse in prima persona gli orrori di un’Italia della prima metà del 1900, due guerre mondiali e il periodo fascista, e prese posizione contro la violenza e contro quella Chiesa che davanti alle ingiustizie restò in silenzio. Dopo la sua morte, Papa Paolo VI descrisse don Primo con queste parole: «Camminava avanti con un passo troppo lungo e spesso noi non gli si poteva tener dietro! E così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. È il destino dei profeti».

Successivamente siamo stati ospiti del seminario vescovile di Cremona dove abbiamo condiviso alcuni momenti con la comunità di Teologia cremonese, composta da 23 ragazzi di cui 1 della diocesi di Fidenza e 5 giovani togolesi appartenenti alla comunità religiosa “Missionari di Gesù e Maria”. Abbiamo conosciuto anche il rettore don Marco D’Agostino, il vice rettore don Francesco Cortellini e don Bruno Bignami (presidente della fondazione don Primo Mazzolari).

Il giorno dopo ci siamo recati in visita alla città di Cremona, luogo di tesori artistici. Tre sono state le tappe fondamentali: la chiesa di sant’Abbondio, la chiesa di sant’Agata e l’imponente cattedrale di santa Maria Assunta.

La seconda tappa della nostra uscita formativa è stata l’abbazia di Viboldone, monastero delle monache benedettine, vicino a Milano, dove abbiamo conosciuto la figura di don Luisito Bianchi (1927-2012). Egli dedicò la sua vita alla totale gratuità, è stato tra i primi preti operai e ne fece una sua filosofia di vita. Egli voleva rimanere fedele alla parola evangelica: “Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date” (Mt 10,8). Abbiamo visitato anche la chiesa dell’abbazia dove sono conservati meravigliosi affreschi della scuola giottesca della seconda metà del 1300, uno tra tutti è il “Giudizio Universale” di Giusto de’ Menabuoi, contemplato durante le funzioni religiose proprio da don Luisito.

Questa esperienza è stata per noi importante per la nostra formazione e per il nostro futuro, se Dio vuole, da preti diocesani.