PROCLAMARE, EDUCARE, GUIDARE CON LA PAROLA DI DIO

L’istituzione dei nuovi lettori

Cari visitatori, siamo Matteo e Marco, seminaristi del IV anno di teologia e il 27 aprile scorso siamo stati istituiti lettori dal nostro vescovo Beniamino nella chiesa di San Pietro in Vicenza. È stata per noi una gioia condividere questa nostra tappa con la comunità del Seminario, le nostre famiglie e le nostre comunità di origine (Costozza per Matteo, Marsan per Marco) e di tirocinio pastorale (unità pastorale Valdagno centro per Matteo, unità pastorale Castelgomberto – Trissino per Marco). 

Per spiegare il significato del nostro ministero ci rifacciamo alle parole del nostro Vescovo durante l’omelia della messa di istituzione: «Sarete chiamati a proclamare la Parola di Dio nell’assemblea liturgica, ad educare nella fede i fanciulli e gli adulti e a guidarli per ricevere degnamente i sacramenti, a portare l’annuncio missionario del Vangelo di salvezza agli uomini che ancora non lo conoscono». Certamente per noi questa è un compito che comporta anche una responsabilità: quella di coltivare un rapporto personale con la Parola di Dio nella meditazione personale e nella lectio quotidiana. Ciò non solo perché la sentiamo una nostra necessità, ma anche perché essendo stati istituiti lettori è un compito che la Chiesa ci ha affidato. 

Sicuramente non va dimenticato che, oltre ad essere un ministero importante per se stesso, il lettorato è una tappa richiesta dal cammino di preparazione al ministero presbiterale. L’annuncio della Parola, del resto, è una dimensione essenziale della vita del presbitero che è chiamato ad annunciare e ad essere testimone di una Parola che tocca i cuori di ogni uomo e donna dei nostri giorni. In questa prospettiva il gesto più significativo e forte della celebrazione è stata la consegna e il bacio del lezionario che per noi ha significato esprimere il nostro rispetto e la nostra disponibilità ad accogliere la Parola di Dio nella nostra vita e a porla al centro del nostro percorso di giovani incamminati verso il presbiterato.

Per prepararci spiritualmente a questa tappa abbiamo vissuto alcuni giorni di ritiro, accompagnati dal nostro rettore e dal padre spirituale, presso La Cappuccina a Lonigo. Sono stati giorni favorevoli per il riposo, la preghiera, la condivisione e nondimeno anche per il cibo! Ovviamente le meditazioni proposteci da padre Lorenzo, della congregazione dei Pavoniani, hanno avuto come tema centrale il nostro rapporto con la Parola di Dio. 

Al termine della celebrazione non è mancato il momento di festa con la comunità del Seminario e le nostre famiglie: è stato un ulteriore momento di gratuità in questo tempo nel quale  non si può dare più nulla per scontato! Ringraziamo tutti quelli che ci conoscono, ci hanno accompagnato e ci accompagneranno con la preghiera, con l’amicizia e l’affetto. Anche a voi, che leggete questo articolo chiediamo un fraterno e caloroso ricordo per il nostro cammino. 

Marco Battistella e Matteo Nicoletti

 

ALZATI VA' NON TEMERE!

Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, Sommo Sacerdote

È stato un regalo poter vivere il ritiro in preparazione all’ammissione guidati dalla vivace e preparata voce di don Bruno Marangon. Al centro delle sue proposte di meditazione c’è stato Gesù, sommo sacerdote, il suo rapporto con il popolo di Dio e la Vergine Maria a partire dalla lettera agli Ebrei, la prima lettera di Pietro e il Vangelo di Giovanni. Il ritiro si è svolto a Recoaro Terme, presso la casa San Giuseppe della Pia Società San Gaetano, e con me e Nicola c’era anche Loris Faggioni, che è stato ordinato diacono domenica 14 maggio. 

Di valore è stata la presenza di don Matteo Pinton che in occasione di una meditazione ci ha lasciato il suo pensiero: tre immagini in tre storie a riassumere il suo lungo ministero di prete. Mi ha commosso poterlo ascoltare e capire il profondo sguardo verso Gesù che lo accompagna ancora oggi: uno sguardo di amore e di misericordia, con il desiderio di abitare gli stessi sentimenti di Gesù (cfr. Fil 2,5).

Non meno coinvolgenti sono state le riflessioni lasciateci da don Bruno, spesso accompagnate da piccoli accaduti concreti e suggerimenti per la vita. Gesù, comunque, rimane colui che più mi ha attirato. La solidarietà, il servizio agli uomini, l’obbedienza a Dio nel suo umiliarsi in croce come gesto supremo di amore: non possono essere altri i valori più forti che desidero per la mia vita e che chiedo nella preghiera affinché continuino ad essere per me e Nicola fonte di impegno e di speranza!

Michele Peruzzo

La veglia vocazionale e l’ammissione tra i candidati all’ordine

Alzati, va’ e non temere è il tema annuale della pastorale vocazionale nazionale ed è anche il tema che ha accompagnato la veglia diocesana in cattedrale con il vescovo Beniamino di sabato 6 maggio 2017. Ormai da anni questo appuntamento alla vigilia della quarta domenica di Pasqua mette assieme molte realtà vocazionali come il gruppo Sichem, la pastorale giovanile e il Seminario per far in modo che ogni piccola attività e scelta dei giovani sia condivisa con gli altri e resa pubblica in quella cornice ideale che è la preghiera. 

Ogni anno, infatti, durante la veglia vengono portati al vescovo i frutti del lavoro delle singole parrocchie per la realtà giovanile, i giovani del gruppo Sichem esprimono davanti al vescovo e alla Chiesa di Vicenza il loro impegno nel coltivare il proprio cammino spirituale e nel rito di ammissione alcuni giovani del Seminario pronunciano pubblicamente il loro Eccomi!, manifestando il loro impegno a camminare in vista del ministero presbiterale. 

Quest’anno, guidati dalla figura biblica di Nicodemo, siamo stati in due a vivere questo momento: io, Nicola Capitello, della parrocchia di Caldogno, e Michele Peruzzo, della parrocchia di Selvazzano Dentro (PD) e legato all’Operazione Mato Grosso. Davanti alla nostra disponibilità, accolta con gioia dal vescovo, la Chiesa intera si è impegnata a custodire la nostra crescita spirituale in vista, se Dio vorrà, dell’ordinazione presbiterale e – cosa ancora più importante – a sostenere il nostro cammino con la preghiera.

Nicola Capitello