Il Seminario è in continuo cambiamento; cambiano le strutture, cambiano le proposte, cambiano i formatori, cambiano soprattutto coloro che danno vita alla comunità: i giovani che decidono di intraprendere, prima ancora che un percorso di formazione, un intenso cammino di discernimento sulla propria vocazione a diventare presbiteri diocesani.

Questi cambiamenti possono far emergere dei turbamenti, a volte anche delle paure; eppure sono necessari per continuare a crescere.

Lo stagno è uno specchio d’acqua che non è in circolo, di dimensioni ridotte, senza agitazioni che ne increspano la superficie; ma a causa del suo poco movimento rischia di emanare cattivo odore e non riesce a diventare habitat che accoglie la vita. Un corso d’acqua, invece, è in continuo movimento, fa rumore, può essere pericoloso; ma l’acqua è limpida perché è sempre in circolo. I cambiamenti possono causare paure ma sono importanti per rendere l’ambiente vitale e soprattutto per aiutarci a mantenere limpido quel fiume d’acqua che è in noi.

Un nuovo biennio

Quest’anno il biennio della comunità di Teologia del Seminario Maggiore, composto dai membri della comunità dei primi due anni del cammino formativo, si rinnova sotto molti punti di vista.
In primis, l’animatore don Guido Bottegal, divenuto amministratore parrocchiale di Santa Croce di Schio, viene sostituito da don Massimo Frigo.
Cambia poi, rispetto allo scorso anno, la composizione. Il biennio della teologia è costituito da sette giovani dei quali cinque nuovi; di questi, due provengono dalla comunità “il Mandorlo”, due provengono  dalla Comunità Giovanile  del seminario minore mentre il quinto è originario della diocesi di Padova e, dopo l’esperienza dell’OMG (Operazione Mato Grosso),  ha deciso di intraprendere il suo percorso di formazione nel Seminario di Huari (Perù), il quale prevede che gli ultimi anni di studio siano svolti proprio presso il Seminario di Vicenza.

Sebastiano Pellizzari

 

Un nuovo animatore del Seminario Maggiore 

Originario di Malo, sono stato ordinato prete nel 2005 e ho trascorso i miei primi quattro anni di ministero nell'unità pastorale di Trissino. Nel 2009 il vescovo Cesare mi ha inviato a Roma per proseguire gli studi e specializzarmi in teologia patristica, la disciplina che studia la vita, gli scritti e il pensiero dei cosiddetti “Padri della Chiesa”, vale a dire i vescovi e gli scrittori dei primi sette secoli dell’era cristiana la cui riflessione teologica viene riconosciuta come fondamentale per la vita e la dottrina della Chiesa. Ora, dopo sette anni, rientro felicemente a Vicenza dove, accanto all'impegno d’insegnare patristica nella facoltà teologica di Padova e di terminare il dottorato di ricerca che ho in corso, prendo servizio come educatore in seminario. Qui, condividendo la vita con la comunità del Maggiore, seguirò in modo particolare i seminaristi del primo e del secondo anno. Questo impegno, che inaspettatamente si è aggiunto a quello dell’insegnamento e dello studio, mischia in me la gioia e la trepidazione: gioia per la bellezza di accompagnare dei giovani nel loro cammino di discernimento e di crescita in vista del ministero ordinato, trepidazione per la responsabilità che mi è affidata di formare da vicino e non solo dal punto di vista intellettuale i futuri preti della nostra diocesi. Ciò che tiene uniti questi due sentimenti, di per se stessi a rischio di divergenza e di contrasto, è la speranza nel Signore che ha sempre custodito e illuminato la strada della mia vita, anche nei suoi passaggi più difficili. A lui, ora più che mai, mi affido con la stessa fiducia con la quale a voi, amici di Chiesa Viva, chiedo e prometto una preghiera.

don Massimo Frigo

Un nuovo animatore del Cammino Davide

"Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi". Spesso ho usato queste parole di San Giovanni Bosco per introdurre momenti di formazione con gli animatori in parrocchia, e mi ritrovo anche ora, in questo nuovo inizio, a sentirle importanti e vere per la mia vita. Mi presento. Sono don Luca Luisotto, originario dalla parrocchia di San Lorenzo in San Pietro in Gu’, e ho trascorso i miei primi cinque anni di ministero accompagnando, o almeno cercando di farlo al meglio, la parrocchia di San Giuseppe di Cassola e i giovani che mi sono stati affidati. Sono stati anni impegnativi e belli, ricchi d’incontri e relazioni che man mano sono cresciute e si sono affiatate. In questo mio “nuovo inizio” porto con me i molti volti incontrati che mi raccontano storie di gioia, di fatica e sofferenza, di speranza per il futuro, storie che mi hanno aiutato a crescere e che hanno saputo provocarmi. A ciascuno di voi, giovani e meno giovani, giunga il mio grande grazie per il bene che mi avete voluto, e per le molte occasioni donatemi per crescere e maturare come uomo e come cristiano. Ora il vescovo mi chiede di iniziare una nuova avventura come educatore in seminario minore; richiesta che ho accolto fidandomi di quanti hanno pensato a me per questo compito. Ritorno in seminario grato a quegli educatori che mi hanno aiutato a crescere e che hanno camminato al mio fianco nei quattordici anni vissuti in questa grande casa, e che ricordo sempre con piacere. Inizio questa avventura anche con un po' di timore. Mi rendo conto del delicato compito che mi viene affidato: accompagnare un gruppo di ragazzi a scoprire il grande sogno di Dio nella loro vita. Per questo mi affido al Signore; possa insegnarmi l'arte di educare e donarmi le chiavi per pensare e agire con i suoi sentimenti e le sue attenzioni agli altri. Lui mi doni la forza di essere un buon compagno di viaggio per i ragazzi che mi saranno affidati, sapendo infondere quella speranza che sa guardare al futuro con positività ed entusiasmo. Confido nella preghiera di voi lettori, e nella vicinanza e amicizia di quanti ho incontrato durante l'esperienza in parrocchia; sentirvi vicini mi aiuterà ad iniziare questo nuovo tratto di strada con più serenità e fiducia.

don Luca Luisotto