CAMMINI nello SPIRITO

spunti settimanali

Quanto sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo!
Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto a te devo!
Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza.
Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità!
Nulla ho visto nel mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso,
e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello.
Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima
e quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure.
No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te.
E poi, dove andrei?
A costruirne un’altra?
Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò sarà la mia chiesa, non più quella di Cristo.
 
CARLO CARRETTO
 

Oggi più che mai il sacerdote è chiamato a guidare il popolo cristiano nel discernere i segni dei tempi, nel saper riconoscere la voce di Dio nella folla di voci spesso confuse che si accavallano, con messaggi contrastanti tra loro, nel nostro mondo caratterizzato da una pluralità di sensibilità culturali e religiose. Per essere esperti nell’arte del discernimento bisogna avere anzitutto una buona familiarità con l’ascolto della Parola di Dio, ma anche una crescente conoscenza di sé stessi, del proprio mondo interiore, degli affetti e delle paure. Per diventare uomini del discernimento, bisogna poi essere coraggiosi, dire la verità a sé stessi. Il discernimento è una scelta di coraggio, al contrario delle vie più comode e riduttive del rigorismo e del lassismo, come ho più volte ripetuto. Educare al discernimento vuol dire, infatti, fuggire dalla tentazione di rifugiarsi dietro una norma rigida o dietro l’immagine di una libertà idealizzata. Educare al discernimento vuol dire “esporsi”, uscire dal mondo delle proprie convinzioni e pregiudizi per aprirsi a comprendere come Dio ci sta parlando, oggi, in questo mondo, in questo tempo, in questo momento, e come parla a me, adesso.
 
PAPA FRANCESCO
 

Quando teniamo il Vangelo tra le mani, dovremmo pensare che lì abita il Verbo che vuol farsi carne in noi, impadronirsi di noi, perché con il suo cuore innestato sul  nostro, con il suo spirito comunicante col nostro spirito noi diamo un inizio nuovo alla sua vita in un altro luogo, in un altro tempo. Approfondire il Vangelo così, significa rinunciare alla nostra vita per ricevere un destino che ha per unica forma, il Cristo.
 
Se vai in capo al mondo, trovi le orme di Dio; se vai in fondo a te trovi Dio stesso.
 
MADELEINE DELBREL
 

Voci, voci.
Ascolta, mio cuore,
come soltanto i Santi ascoltarono un giorno:
il grande richiamo li alzava dal suolo;
ma essi, impassibili, restavano assorti in ginocchio: così ascoltavano.
Non che tu possa mai reggere la voce di Dio.
Ma il soffio ascolta, l’ininterrotto messaggio che di silenzio si plasma.
 
R.M. RILCHE, Prima elegia duinese, vv.54-60.