Racconti dal campo di spiritualità a Federavecchia (Auronzo), iniziativa proposta dalla Pastorale vocazionale, quest’anno vissuto in due turni con la partecipazione di 26 giovani. Diamo la parola ad Alberto!

Mi sento fragile, debole e con delle cicatrici che rimangono carne viva e dolente. Mi è capitato spesso di provare queste sensazioni, non sapendo come affrontarle, come superarle. Quando ho scoperto che il campo di spiritualità si sarebbe focalizzato su questo tema, ho pensato che non potevo mancare e ne è valsa la pena. Ho scoperto la bellezza del vivere insieme ad altre persone le fragilità, mi sono stupito di come la Sua Parola sia fonte di conforto, ho sentito dentro che il Suo Amore è così grande nei nostri confronti proprio in quanto persone vulnerabili. Ecco quindi che la fragilità, le debolezze e le cicatrici non restano più ossa inaridite dalle quali nulla si può ricavare se non sterile polvere, ma possono rinascere a vita nuova dentro di me, facendomi sentire amato e voluto.
Tutto questo è stato possibile grazie ad un’equipe dal cuore grande che ci ha permesso di entrare nel giusto mood (profondità dei temi, riflessioni curate ma anche sentita convivialità), ad un paesaggio dolo-mitico mozzafiato e ad un gruppo di ragazze/i con le quali si è creata fin da subito sintonia e voglia di stare assieme: questa stupenda amicizia ci ha fatto capire che affrontare tematiche vive e profonde con gioia e condivisione permetta di alleggerire il carico dello zaino del nostro cammino.

 


Alberto