Auronzo di Cadore.
29 luglio - 2 agosto 2019

Torno a lavorare fresco di tre settimane di ferie. La scelta non è stata semplice, ma tra una settimana in Croazia con gli amici ed una in montagna con gli Scout ne rimaneva solo una ed ovviamente la volevo dedicare a me stesso, un po’ di tranquillità, senza tante pretese. Poi è arrivata questa proposta: Campo di spiritualità ad Auronzo di Cadore ed avendone sentito parlare bene mi sono buttato. Il campo prende un nome enigmatico: “Questions for life”. Appena arrivati ci viene chiesto di scrivere su di un cartellone la domanda con la quale arriviamo. Da lì in poi parte l’avventura alla scoperta della vita di Simon Pietro tramite una lectio biblica quotidiana. Piano piano iniziamo ad entrare nella relazione tra lui ed il Signore ed ognuno di noi trova il suo spazio, perchè la storia di Simon Pietro è la storia di tutti noi. I cinque giorni passano veloci, ricchi, ogni momento dedicato al lavoro sul Vangelo è compensato da un tempo di deserto. Cosa particolarmente apprezzata dato che si è tutti campioni nel trovare tempo per un giro su Instagram, ma è sempre impegnativo trovare un tempo di silenzio, per fare spazio alla voce di Dio nella nostra vita.  Voce che si è fatta sentire anche nella serata in cui ognuno doveva prendersi cura dell’altro e prendere coscienza della maschera che ogni giorno porta nella sua vita. Escursioni alle Tre Cime di Lavaredo o ai laghi glaciali non sono mancate, così come le chiacchierate fino a tarda notte sotto le stelle, o ancora le mangiate in allegria. Alla fine è stato un momento di vacanza per tutti, ma con quel “di più” che solo stando con Dio si può apprezzare. Grazie anche ad un accompagnamento azzeccato e mai invasivo da parte di un'equipe varia ed equilibrata, il dialogo ha dato sfogo a numerose provocazioni che hanno fatto sì che tornati dal campo si abbia avuto voglia di mettersi in gioco ancora più che raccontare quanto fatto agli amici. La settimana è iniziata con una domanda. E giustamente è finita con una domanda: “con cosa torniamo a casa?”, ma sopratutto, abbiamo risposto alla domanda con la quale siamo arrivati?

Edoardo