Aprire una possibilità all’idea di diventare prete.

Racconti e pensieri dalla settimana vocazionale al Mandorlo dal 7 al 13 aprile

 

“La verità vi farà liberi.” Questa è una delle Parole del Vangelo risuonate con veemenza proprio durante questa settimana di condivisione. Bello no?! Del resto cosa attira di più un giovane se non un gran desiderio di libertà?

Ma qual è la verità?

Facciamo così presto a vederla, riconoscerla e giudicarla negli altri, ma in noi? Di noi stessi?

Qual è la nostra verità?

Qual è quella via che ci farà vivere una vita vera, piena e autentica?

Beh, penso questa domanda sia una delle tante domande e uno dei motivi che ha acceso in noi l’interesse e il desiderio di essere qua al Mandorlo. La settimana di condivisione ci ha dato un tempo di silenzio e ascolto, un tempo per mettersi in discussione e confrontarsi con altri giovani che si sentono chiamati in causa da un qualcosa di più grande di sé, da un qualcuno che da sempre si prende cura di te e ti ha donato tanto, ma allo stesso modo, ora, ti chiede tutto.

Sentirsi “chiamati” non è solamente bello, come molti potrebbero ingenuamente pensare; anzi, il più delle volte è un grande peso, una grande responsabilità che ti piomba addosso e tu non riesci e non puoi più far finta di niente. Da solo è troppo, è tanta roba, e non sai come muoverti e non sai cosa fare, ma è stato bello conoscere altri giovani in cammino e scoprire che non sei l’unico sfigato contagiato da questa “strana” vocazione.

Eh sì, dico “strana” perché viene spontaneo chiedersi se abbia ancora senso oggi, nel 2019, diventare prete. Diventare prete oggi in questa società che corre frenetica non si sa dove; oggi, con i grandi poteri dell’economia e della finanza che muovono cifre da capogiro, facendo scoppiare rivolte e guerre ovunque nel mondo, costringendo all’esodo famiglie e popolazioni intere che non sanno neanche darsi spiegazione di tali persecuzioni; oggi, in questo mondo sempre più disumano, dove il potere schiaccia senza nessuno scrupolo chi la pensa diversamente…Oggi, dove sembra non ci sia più spazio per Dio in nessun luogo! Forse neanche nella Chiesa, preoccupata il più delle volte a tenere in piedi quelle importanti facciate di sempre, che sembrano sgretolarsi e crollare da un momento all’altro; a quelle chiese sempre più vuote perché non danno più nulla di buono e attraente a chi le frequenta; a quei giovani sempre meno bisognosi di quelle obsolete attività parrocchiali che vengono proposte con testardaggine da chi dice “si è sempre fatto così!”

Ha ancora senso diventare prete oggi in questo mondo?

Questo è l’interrogativo grande che i sei ragazzi e la ragazza che hanno preso parte a questa esperienza si chiedono. Serve un grande coraggio per imboccare questa strada che sarà una continua salita, ma arde dentro il cuore il desiderio di amore, bellezza e felicità che ci invita a donarci completamente, per poter, anche se in minima parte, restituire e far girare quei grandi doni che abbiamo ricevuto gratuitamente e senza alcun merito.

A guidarci ci sarà una stella sì: l’amore per il Vangelo e la Luce di quei volti, che nella vera e piena Libertà, si sono giocati TUTTO nell’amore di Dio e degli ultimi.

E se gli “ultimi” di cui ci parla il Vangelo oggi fossero proprio quei pochi ultimi sognatori a sperare ancora in una Chiesa, una società e un mondo migliore?!

Beh, che dire, se è così: Io ci sono!

I’m a dreamer, but I’m not the only one!

 

DICS, un amico del Mandorlo