Da ormai qualche decennio, la nostra comunità vocazionale, “Il Mandorlo”, vive un prezioso legame che, di anno in anno, si trasforma in una bella amicizia.

Ogni mercoledì pomeriggio, noi giovani della comunità abbiamo un appuntamento fisso: svolgiamo alcune ore di prossimità e volontariato presso l’Istituto “Palazzolo” delle suore delle Poverelle in Santa Chiara a Vicenza. La struttura, aperta nel 1885, offre diversi servizi: stando accanto a donne, bambini, ragazzi, giovani, adulti in difficoltà, disabili e anziani e, recentemente ristrutturata nell’anno 2000, la casa accoglie due gruppi residenziali di donne disabili, un progetto autonomia per disabili, una comunità – alloggio per ragazze preadolescenti ed adolescenti, un servizio diurno per preadolescenti del territorio; una pronta accoglienza educativa per mamme con bambini, e/o donne sole, realtà aperta anche all’accoglienza di bambini/ragazze nomadi portati dalle Forze dell’Ordine, accoglienza residenziale per donne giovani, in genere provenienti dal Sud Italia, per motivi di lavoro e di studio, mentre, nell’ottobre 2009, è stata inaugurata la Culla della vita, sempre disponibile ad accogliere i bambini che finirebbero abbandonati per le strade o nei cassonetti.

In particolare noi svolgiamo il nostro servizio all’interno di due comunità: Casa “Betania”, ovvero la struttura che accoglie mamme con bambini in situazioni disagiate, e nelle comunità “Allegria” e “Fantasia”, con le donne disabili. Per noi questa è un’esperienza forte, che fa imparare molto, non fa dare nulla per scontato. Molto interessanti e stimolanti sono i rapporti con le ospiti e con gli operatori: il nostro essere a servizio non è un semplice stare lì, ma è rendersi partecipi delle vite degli ospiti, condividerne la quotidianità, che sia giocando, guardando la tv, o facendo qualsiasi attività assieme. È molto gratificante, inoltre il feedback che le ospiti e i bambini ci danno: nei pochi pomeriggi che abbiamo potuto trascorrere con loro abbiamo, con grande gioia, abbiamo sperimentato la grande accoglienza che queste persone offrono a chi, seppur per poco tempo, sta loro vicino; è grande l’affetto che esprimono a chi si dedica almeno un po’ a loro.

Indubbiamente queste sono situazioni ed esperienze dalle quali si torna a casa sempre più arricchiti, con la gioia e la consapevolezza di poter coltivare relazioni così importanti e stimolanti sotto tanti punti di vista.

È un’esperienza che, già da ora, ci sembra arricchire di molto il nostro cammino, che ci permette di stare accanto, di camminare accanto agli ultimi, e riconoscere che è bene occuparsi delle persone meno fortunate per rendersi conto di quanto, invece, lo siamo noi.

 

Filippo, Alex, Simone